Un caso di contatto extraterrestre tutto Italiano: il “caso amicizia” Terza ed ultima puntata

Concludiamo il nostro racconto in tre puntate del «caso amicizia» riportando quella che pare sia stata la conclusione della vicenda che si risolse con il fallimento del rapporto tra i W56 (gli alieni) e il gruppo di amici umani che nel frattempo si era ampliato notevolmente.

Sono passati quasi 43 anni da quell’ottobre del 1978, quando l’Abruzzo registrò un ondata di avvistamenti UFO senza precedenti in Italia.

Dalle testimonianze dirette, sembra che le condizioni per portare avanti il rapporto con gli alieni, imposte da questi ultimi, siano venute a mancare da parte degli umani.

Il gruppo si sfaldò sotto la pressione di invidie e malumori interni mancando quindi quella condizione di «amore» tanto insistita dagli amici cosmici.

Questo climax negativo permise agli antagonisti dei W56, i «contrari» di rafforzarsi ed avere la strada spianata per portare avanti la loro opera di lacerazione nei confronti dell’umanità.




Nel 1978 il “Triangolo dell’Adriatico”, una zona triangolare di mare tra Ancona, il Gran Sasso e Pescara fece parlare di sé mezzo mondo

In quel triangolo di mare si consumò quindi la rappresaglia fra le due fazioni aliene opposte ed accadde di tutto, fenomeni forse fomentati dalla fantasia, ma in altri casi, accadimenti senza effettive spiegazioni.

Le testimonianze dei pescatori, parlano di colonne d’acqua dal diametro di una decina di metri che venivano fuori improvvisamente dall’acqua, il mare ribolliva in alcuni tratti, come se ne stesse per venire fuori qualcosa, ed in particolare a nord di Martinsicuro.

Ci furono segnalazioni di corpi luminosi tra le onde. Sempre i pescatori ed i marinai locali, parlavano di bussole impazzite, di nebbie improvvise, di radar di bordo che localizzavano oggetti sconosciuti.




Si raccontava di rumori, esplosioni di luci, improvvise correnti che facevano perdere la rotta ai pescherecci

Ci furono decine e decine di avvistamenti tra l’Adriatico e il Gran Sasso, da Pescara fino a Martinsicuro. I racconti narrano di un onda “anomala” che avanzò fino all’arenile di Pescara mettendo in fuga i turisti, mentre luci arancioni comparivano sul Gran Sasso e un “oggetto non identificato” paralizzò una centrale elettrica a Pietracamela.

Questi fenomeni inizialmente, furono anche attribuiti ad una sorta di «isteria di massa» ma sta di fatto che vennero anche coinvolte le forze dell’ordine con numerose segnalazioni da parte dei cittadini: le Capitanerie di Porto, ad esempio, più volte perlustrarono il tratto di Adriatico interessato dai presunti avvistamenti.

La persistenza di tali fenomeni, attirò le attenzioni dei media di tutto il mondo e in molti si precipitarono sui luoghi degli avvistamenti per documentarli «dal vivo» e riportare le impressioni a caldo degli atterriti testimoni.

Le conclusioni furono per alcuni il silenzio, per altri il negazionismo, per altri ancora, spiegazioni razionalistiche come ad esempio le “bolle di gas”. Secondo alcuni ufologi esisterebbe una specie di rotta degli UFO che sorvola il Gran Sasso e si dirige verso l’Adriatico, e in uno dei vertici del triangolo.




Dalla guardia costiera ai pescatori, le testimonianze registrate, sono numerose ed autorevoli, lasciando molti interrogativi aperti, se rapportate alla situazione descritta dal gruppo di contattisti che insistono sulla vicenda del «caso amicizia» nel suo complesso, e questo risvolto, non è ancora stato del tutto chiarito dagli ufologi impegnati nella risoluzione dell’enigma.

Sta di fatto che si tratta di una storia avvincente, sicuramente resa intrigante dal mix esplosivo di eventi attribuibili alla fantasia e prove documentate come le indagini ufficiali delle autorità preposte. Per noi, resta il resoconto di eventi al limite dell’incredibile avvolti da un fitto alone di mistero.

Un caso di contatto extraterrestre tutto Italiano: il “caso amicizia” Seconda puntata

Un caso di contatto extraterrestre tutto Italiano: il “caso amicizia”

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