Nella prima puntata abbiamo esposto il quadro generale di questa vicenda rimandando alcuni
aspetti, ad un maggiore approfondimento.

Spesso nei casi di contattismo, le prove materiali delle avvenute interazioni fra alieni ed umani,
sono alquanto fumose e magari si limitano a disegni, ricordi o sensazioni, per non parlare di materiale fotografico decisamente dubbio. Nel caso amicizia la situazione si complica, in quanto, come si accennava nel primo episodio, le prove materiali non mancano.

Il fatto che esistano foto, pellicole e testimonianze concordi di persone “esterne” alla vicenda come i pescatori abruzzesi e persino la guardia costiera che a loro volta hanno anche fornito materiale fotografico e video, implica una maggiore attenzione nell’esame dei fatti.

In questa sede riporteremo un semplice resoconto del materiale probatorio anche perché non spetta a noi un esame tecnico delle stesse, sperando di suscitare una maggiore curiosità. Per prima cosa è importante sottolineare il fatto che il caso amicizia, non coinvolge un unico testimone oppure un solo “eletto” che viene in contatto con entità aliene misteriose e sfuggenti.

Al contrario, qui siamo al cospetto di un nutrito numero di testimoni che, dopo l’uscita nel 2000 del libro di Bruno Sammaciccia (uno dei primi tre “contattati”) si sono palesati alle cronache, per tacere di tutti coloro che hanno preferito restare in ombra poiché nel corso dei 20 anni in cui è avvenuto il rapporto tra i W56 (questo è il nome che i testimoni hanno dato agli amici alieni) e gli umani, si sono avvicendate decine di personaggi.

Personaggi di varia estrazione sociale come scrittori, professori universitari, impiegati, artisti, sino ad arrivare a giornalisti e politici, tutti coinvolti a vari livelli di interazione, tramite passaparola e dislocati in tutta Italia.



Gli alieni da parte loro, porgevano agli “amici” umani un certo numero di richieste, alcune decisamente curiose come enormi quantità di frutta, materiali metallici, acqua ed altro. Il che ha suscitato una certa perplessità anche all’interno del gruppo stesso perché ci si chiedeva come mai con la loro incredibile tecnologia, gli alieni non fossero in grado di provvedere da soli ai loro fabbisogni.

Il principale testimone vivente, Gaspare de Lama, ha avanzato l’ipotesi che queste strane richieste fossero una sorta di banco di prova per gli umani, per verificare il grado di coesione e “amore” all’interno del gruppo, punto focale di tutta la vicenda.

Ritornando quindi al discorso delle prove materiali, non si possono trascurare le spese elevate affrontate dal gruppo nel momento in cui si ordinava un intero tir di frutta ad esempio.

In merito a queste evidenze, il dibattito ufologico è acceso e tutt’ora aperto poiché, come si diceva nella prima puntata, le opinioni dei ricercatori si dividono fra scettici, possibilisti e chi sostiene che solo una parte del materiale probatorio possa essere degno di considerazione.



Il caso resta difficile da chiudere, il materiale esaminato non consente, a quanto pare, una valutazione definitiva e questo è dimostrato dalle numerose conferenze e dibattiti che ancora si svolgono in proposito.

Il mistero nel mistero è dato dal fatto che evidentemente manca la volontà di effettuare un indagine definitiva che possa far luce sullo stato di veridicità del materiale audio, video e fotografico che rappresenta la mole di documentazione a disposizione.

Nella prossima ed ultima puntata, ci occuperemo della conclusione di questa storia e di come e
perché il rapporto fra umani e amici alieni sia fallito.

Un caso di contatto extraterrestre tutto Italiano: il “caso amicizia” Terza ed ultima puntata



Un caso di contatto extraterrestre tutto Italiano: il “caso amicizia”