“The Lyrics of Syd Barrett”

In "The Lyrics of Syd Barrett", i lettori ricevono una serie completa di testi prodotti dal musicista e presentati in forma poetica - per un totale di 52 canzoni

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“The Lyrics”

di Syd Barrett

e

Rob Chapman

Strano, bello, spettrale, fantasioso, solitario e mitico. Ma ovviamente, le parole da sole non possono riassumere i testi di Syd Barrett.

Syd Barrett ha fondato i Pink Floyd ma è rimasto nella band solo per tre brevi anni. In quel tempo limitato, e nel periodo di solitudine che seguì, Barrett produsse una caleidoscopica serie di canzoni commemorate in questo nuovo libro dal biografo Rob Chapman.

In “The Lyrics of Syd Barrett”, i lettori hanno una serie completa di testi prodotti dal musicista e presentati in forma poetica – per un totale di 52 canzoni – insieme a fotografie e riproduzioni delle opere di Barrett.

L’introduzione di Chapman a The Lyrics of Syd Barrett si legge come un’opera di critica letteraria su misura per un vasto pubblico, offrendo un’analisi del linguaggio di Barrett evidenziando i modi in cui le parole del musicista offrono forme interdisciplinari di coinvolgimento.

Dovrebbe affascinare una serie di lettori, dai fan dei Pink Floyd agli studiosi di poesia lirica. Chapman sottolinea l’interesse di Barrett per le metodologie di assemblaggio, sottolineando come, in canzoni come Octopus, “utilizza un approccio da scuola d’arte per trovare materiali nei suoi prestiti”.

Chapman indica al lettore un’antologia di poesia canonica, in gran parte del diciannovesimo secolo, dalla quale Barrett ha raccolto parole e frasi per le sue canzoni.



Tuttavia Chapman non è l’unico a sottolineare l’interesse di Barrett per i materiali “presi in prestito” da altri testi e forme. Nella prefazione al libro, l’ex manager dei Pink Floyd Peter Jenner descrive Barrett come “un collezionista” che ha sviluppato archivi effimeri di immagini e linguaggio che alla fine si sono fatti strada nelle sue canzoni.

Questo approccio interdisciplinare alla scrittura dei testi delle canzoni rivela come Barrett “ottenne il multimedia prima che fosse inventato”, suggerisce Jenner.

Al di là dell’analisi delle metodologie di Barrett, Chapman illumina anche l’auralità del linguaggio di Barrett. Insistendo sulla necessità di leggere i testi ad alta voce, Chapman ci invita a impegnarci in una sorta di esecuzione dei testi per apprezzarli a livello estetico.

Nella scrittura di Barrett, spiega Chapman, “l’assonanza veniva spesso utilizzata per il puro amore del suono”, un’idea che sarebbe quasi impossibile da realizzare senza sentire le parole sulla pagina.

E c’è anche qualcosa di intrinsecamente visivo nei testi. Come una persona che “ha iniziato e concluso la sua vita come pittore”, afferma Chapman, Barrett “ha dipinto magnificamente nel suono e nel canto”.

L’arte visiva appare in tutto il testo, accoppiando i testi di Barrett con le immagini dei suoi dipinti e disegni. Come le sue parole, le opere di Barrett spaziano da schizzi di nature morte a dipinti astratti con texture, incluso uno strano e delizioso autoritratto del 1961 circa.

Questi pezzi sono integrati con varie fotografie a colori e in bianco e nero di Barrett e dei Pink Floyd. Spesso abbinate a un particolare set di testi di canzoni, le foto invitano il lettore a stabilire una connessione tra l’immagine e la lingua sulla pagina.



Ad esempio, una fotografia in bianco e nero a tutta pagina ritrae Barrett nel 1969 nella sua casa di Londra con indosso solo pantaloni di pelle e inarcando la schiena in modo tale da trasformarsi in un oggetto scultoreo nella stanza. Il campo lungo è intitolato, semplicemente, “Praticare yoga a casa”.

Dato che ogni serie di testi è una pagina a sé, molte delle canzoni, in particolare quelle più brevi dal punto di vista lirico, presentano al lettore uno spazio negativo pronunciato in cui immaginare le forme di accompagnamento.

Dark Globe, in particolare, sembra implorare il lettore di visualizzare un’immagine nello spazio vuoto sotto le stesse parole di supplica di Barrett:

Per favore, per favore, alza una mano
Sono solo una persona. . .
. . .
Non ti mancherò?
Non ti mancherò affatto?



Certamente ci sono vari modi per interagire con i testi come si farebbe con un libro di poesie. Viene da chiedersi se il significato cambia in alcune di queste canzoni senza la capacità di sentire Barrett che le canta. Il canto della sua voce, nella sua indescrivibile solitudine, non sempre si manifesta solo nelle parole.

Eppure fa parte della maestria intrinseca di un libro di testi: le canzoni diventano poesie scritte che assumono un nuovo significato ad ogni incontro.

I libri composti interamente da testi di canzoni sono, per molti versi, un genere particolare. Prendono un prodotto artistico e culturale che è intrinsecamente uditivo – la canzone – e ne alterano la forma.

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