La scaleup italiana della musica Musixmatch fa gola ai private equity

L’app leader nella pubblicazione di testi musicali Musixmatch sarebbe nel mirino dei grandi investitori di private equity internazionali

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L’app leader nella pubblicazione di testi musicali Musixmatch sarebbe nel mirino dei grandi investitori di private equity internazionali specializzati in tech.

Lo scrive Il Sole 24 Ore, che precisa che  i soci italiani hanno incaricato Citi di trovare un investitore e indica TPG, Apax, KKR e Francisco Partners, come potenziali interessati.

Soci di Musixmatch, oltre ai fondatori Max Ciociola, Gianluca Delli Carri, Giuseppe Delfino e Francesco Costantino (tutti ex Dada, storica internet company italiana nata a Firenze nel 1995, oggi ribattezzata Register e nel portafoglio di HG Capital), è una serie di investitori di venture capital italian.

In particolare P101 e United Ventures, che hanno guidato un round da 4,5 milioni di euro nel 2016, al quale ha partecipato anche Micheli Associati. P101 e United Ventures avevano investito in Musixmatch una prima volta nel 2014, guidando un round da 5,5 milioni di euro a cui avevano partecipato anche Paolo Basilico e Roberto Condulmari (fondatori del gruppo Kairos) e gli investitori del round seed del 2011 da 2,5 milioni Micheli Associati e Paolo Barberis (fondatore di Dada, dell’incubatore Nana Bianca e della community per startup StartupItalia!). Quest’ultimo a sua volta aveva investito in precedenza altri 400 mila euro in Musixmatch.

L’ultima operazione sul capitale di Musixmatch risale al 2020, quando sul mercato secondario il fondo Piton Capital IV ha acquistato il 7,15% della società per 2,5 milioni di dollari (si veda qui Crunchbase). A seguito di quell’operazione, oggi la quota principale del capitale è in mano a Micheli Associati (39,54%), seguito da Massimo Ciociola (15,34%) e Gianluca Delli Carri (8,58%), da P101 e United Ventures (con il 7,95% ciascuno) e da Paolo Barneris (6,12%), mentre il resto è distribuito tra soci minori.

Fondata a Bologna nel 2010 come piattaforma sulla quale far apparire in tempo reale i testi dei brani più popolari, nel 2015 ha siglato un accordo con Spotify, il colosso svedese della musica in streaming, che ha integrato al suo interno le funzioni dell’app italiana, facendo apparire con un click il testo della canzone che si sta ascoltando.

Da allora è stato solo un crescendo di attività. Per esempio nel 2019 Musixmatch ha siglato una partnership con Instagram che permette agli utenti di aggiungere i testi delle canzoni alle loro storie.

Oggi Musixmatch conta oltre 70 milioni di utenti, 14 milioni di testi online tradotti in 80 lingue e decine di dipendenti oltre a clienti del calibro di Facebook, Google, Apple e Amazon.

Intanto la società ha allargato il ventaglio della sua offerta anche a chi la musica la produce: con Musixmatch Pro, artisti, autori, tecnici del suono, editori ed etichette possono gestire attraverso il servizio la presenza dei crediti nelle opere e i corrispettivi generati dall’utilizzo.

La scaleup ha chiuso il 2020 con 13,5 milioni di euro di ricavi (da 8,2 milioni nel 2019), un ebitda di 4,5 milioni (da 2,2 milioni) e liquidità netta per 6,8 milioni  (da 2 milioni)(si veda qui il report Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).

Per il 2022 Musixmatch prevede di raggiungere un ebitda di 30 milioni di euro, il che significa che sulla base dei multipli del settore, la valutazione potrebbe collocarsi tra i 300 e i 400 milioni di euro.