Santuario di Santa Rosalia

Il Santuario di Santa Rosalia, sul Monte Pellegrino, per Goethe, il promontorio più bello del mondo. Il convento dell'Opera Don Orione [...]

Il Santuario di Santa Rosalia è situato sul Monte Pellegrino, per Goethe, il promontorio più bello del mondo. Fu proprio il Monte Pellegrino, a richiamare la futura Santa Rosalia.  Il convento, costruito accanto al Santuario, ospita l’Istituto di Opera Don Orione.

Monte Pellegrino
Monte Pellegrino
Origini della Santa

Santa Rosalia nacque nel 1132 dal Conte Sinibaldo di Quisquinia e Mary Guiscard, imparentata con Ruggero II. A 18 anni, Sinibaldo la promise come sposa al principe della corte normanna. La presentò come damigella d’onore di Margherita di Navarra, moglie di Guglielmo I.

Non tenendo in considerazione la volontà di Rosalia che al contrario, non  voleva sposarsi, lei sentiva il richiamo di un cammino di fede e preghiera. Per sfuggire al suo destino, Rosalia scappò di casa rifugiandosi nella grotta del Quisquina. Questa grotta, situata a 1000 msl, rappresenta un nascondiglio difficile da notare. 

Per accedere occorre passare da cunicoli molto stretti, al suo interno si trovano delle piccole cellette dove la santa viveva e pregava.



Riuscire a sopravvivere in questo luogo così ostile non deve essere stato facile. In questo luogo Rosalia visse per ben 12 anni, dal 1150 al 1162, quando decise di tornare a Palermo. (Eremo di Santa Rosalia alla Quisquinia)

Quando la regina Margherita, moglie del re di Sicilia Guglielmo I venne a sapere la storia di Rosalia, commossa dalla sua fede, le concesse di stare in un’altra grotta, presso il Monte Pellegrino a Palermo, dove continuò a vivere in preghiera e solitudine fino alla morte.




Nel corso degli anni l’eremo diventa molto famoso e sono in parecchi a trasferirsi qui, anche per testare la propria fede in virtù di una possibile vita monastica. Sono in molti infatti a chiedere asilo presso l’eremo, anche malviventi che cercano rifugio dalla legge. E sono proprio questi personaggi che finiscono col minare l’integrità dell’eremo che nel 1928 vedrà sciolta definitivamente la congregazione.

Santuario di Santa Rosalia

Il Santuario di Santa Rosalia, costruito alla fine del 1600 accanto alla grotta fatto dal mercante genovese Francesco Scassi, trasferitosi in Sicilia proprio in onore della santa, in stile barocco, abbellito un secolo dopo dall’architetto e frate superiore Ignazio Traina. Lo scultore Filippo Pennino realizzò la Statua di Santa Rosalia.

 

Santa Rosalia ora è la santa protettrice di Palermo.

Mentre la peste mieteva le sue vittime, il 15 Luglio 1624, proprio come accadeva a Roma con l‘icona “Salute del popolo romano” che  nel 1348 salvò dalla peste Roma, le sua ossa, ritrovate in una grotta della montagna, furono portate in processione e la peste sparì miracolosamente. Rosalia divenne la santa patrona della città, la “Santuzza”, attorno alla grotta venne eretto il suo Santuario.

Si narra che Rosalia apparve in sogno a Girolama Gatto, una donna gravemente malata e, indicandole il punto esatto in cui erano seppellite le sue ossa sul monte Pellegrino promettendole guarigione in caso di ritrovamento. Il 15 luglio 1624 furono trovate le ossa esattamente dove la Santa le aveva indicate. 




Santuario di Santa Rosalia - Grotta di Santa Rosalia
Santuario di Santa Rosalia – Grotta di Santa Rosalia
Il soffitto della grotta è percorso da canaline in metallo che raccolgono l’acqua, ritenuta santa. Sulla parete destra è presente un bassorilievo di Nunzio La Mattina del 1636, sulla sinistra, in alto all’interno di un altro incavo, si trova la testa marmorea della Santa.




Santuario di Santa Rosalia

 

Davanti a questa immagine Johann Wolfgang von Goethe, durante la sua visita, scrisse un ispirato elogio sul suo “viaggio in Italia”.
«Sembrava come rapita in estasi, gli occhi semichiusi, il capo appoggiato negligentemente alla mano destra carica d’anelli. Non mi saziavo di contemplare quell’immagine. Mi sembrava che ne emanasse uno straordinario fascino. Il manto che la riveste è di lamiera dorata e imita benissimo una stoffa riccamente tessuta d’oro. La testa e le mani sono di marmo bianco, non oso dire di stile elevao, tuttavia rese con tanta naturalezza e grazia da far credere che la figura respiri e si muova. Un angioletto le sta accanto e sembra ventilarla con lo stelo d’un giglio.»
Johann Wolfgang von Goethe – Viaggio in Italia

Opera di Don Orione:

I confratelli presenti nella foto sono, da sinistra a destra: Don Lorenzo Leoni, Don Luigi Frison, Don Giuseppe Sorani, Padre RICCARDO LOMBARDI, Don Pietro Ferrini, Don Ettore Conti, Don Alfredo Riva, Don Luigi Di Iorio e Don Cesare Lelli.
I confratelli presenti nella foto sono, da sinistra a destra: Don Lorenzo Leoni, Don Luigi Frison, Don Giuseppe Sorani, Padre RICCARDO LOMBARDI, Don Pietro Ferrini, Don Ettore Conti, Don Alfredo Riva, Don Luigi Di Iorio e Don Cesare Lelli.
Oggi l’Eremo è affidato ad un Commissario nominato dall’Assessorato Regionale agli Enti Locali, che l’ha a sua volta dato in gestione a La Pro Loco di Santo Stefano Quisquina.

Sito Santuario

Per informazioni più dettagliate vi consigliamo di visitare il sito ufficiale dell’eremo http://www.quisquina.com/