Rick Astley, concerto-tributo agli Smiths

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Rock: ecco alcuni motivi per cui questo giorno è importante
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Rick Astley non è solo il cantante del brano simbolo del pop inglese anni ’80 “Never gonna give you up” e del “Rickolling” (il gioco di creare falsi link che puntano al video della canzone). Da qualche anno ha una seconda giovinezza, anche attraverso le cover: qualche tempo fa una sua versione “casalinga” di “Everlong” dei Foo Fighters venne apprezzata da Dave Grohl, che lo invitò a duettare con la band sul palco.

Nei giorni scorsi ha debuttato un suo nuovo progetto, che ha molto incuriosito la stampa e il pubblico inglese: un concerto-tributo agli Smiths, che negli anni ’80 erano all’opposto dello spettro musicale: erano considerati l’antidoto al pop un po’ plasticoso di Stock Aitken & Waterman, il trio di produttori che aveva lanciato Astley e Kylie Minogue, al tempo una giovane attrice di soap opera.

“The Songs Of The Smiths” si è svolto alla Albert Hall di Manchester, la città della band di Morrissey e Johnny Marr, per due serate. Astley è accompagnato dai Blossoms  racconta così lo spettacolo: “Mi sono esibito con Noel Gallagher, i Courteeners and Blossoms alla Manchester Arena nel 2017. Eravamo nel backstage e con i Blossoms mi sono messo a chiacchierare della musica che amavamo da ragazzi.

Mio fratello maggiore Mike mi ha fatto conoscere gli Smiths. Una volta stavamo suonando per strada a Manchester, abbiamo visto Andy Rourke, il bassista,  con la sua ragazza e mi vergogno a dire che l’abbiamo seguito. Non so cosa sarebbe successo se avessimo visto Johnny Marr o Morrissey…

Così ho confessato ai Blossoms: un giorno voglio fare un concerto in cui canto le mie canzoni preferite degli Smiths, per uscire dal palco e poter dire “L’ho fatto”. Poche settimane dopo mi hanno inviato un messaggio: ‘Possiamo essere l’altra parte di quell’equazione…’”