Nino D’Angelo festeggia 40 anni di carriera sul palcoscenico torinese il 18 marzo 2022

“La povertà è la mia ricchezza perché chi nasce povero sa aspettare”. E lui, Nino D'Angelo, ha saputo aspettare

Nino D'Angelo Tour 2022
Nino D'Angelo Tour 2022

Nino D’Angelo festeggia 40 anni di carriera sul palcoscenico torinese

Neomelodico ancor prima che esistesse la parola, ha cambiato la canzone napoletana che negli anni ’70 parlava solo di malavita riportando l’amore al pop, prima snobbato e poi amato dagli intellettuali. Nato alle porte di Napoli, quest’anno compirà 65 anni: “La povertà è la mia ricchezza perché chi nasce povero sa aspettare”. E Nino D’Angelo, ha saputo aspettare. A 40 anni da quando ha cantato “Nu jeans e ‘na t-shirt” con un caschetto biondo, 25 da quando ha vinto il David di Donatello per le musiche del film “Tano da morte” di Roberta Torre. Ad ottobre è uscito il suo libro “Il poeta che non sa parlare”, Baldini + Castoldi, che è anche il titolo dell’album e del tour che sta attraversando l’Italia e che porterà l’artista sul palco del Teatro Colosseo venerdì 18 marzo.

Nino D’Angelo risponde alla domanda sull’andamento del suo tour: “Il mio tour sta andando a gonfie vele. La gente mi ama troppo e i fan non mi fanno mancare il calore. È bello tornare a teatro anche se con le mascherine. Speriamo di rimuoverli presto. Chi canta non aiuta a porre fine alle guerre, offrono solo un momento di distrazione anche se può farci riflettere. Non è facile cantare adesso: lo sente chi ha un po’ di cuore e di anima. Inizio lo spettacolo con “Hatred and Tears” che avevo scritto per la guerra in Iraq nell’album del 2005 “Il ragù con la guerra”. Poi canto “Voglio parlare sulo d’Ammore” della voglia di normalità dopo la pandemia e mi impasto passato a quelle nuove”.

In effetti sono molte le persone che credono nei valori e nelle canzoni napoletane e Nino D’Angelo fa notare che ci sono molti più giovani che seguono questo genere musicale. La sua collaborazione con artisti come Toni Servillo, James Senese e Rocco Hunt gli ha fatto conoscere un nuovo pubblico. “Sto vivendo una nuova ondata di stima”, dice Nino riguardo il suo tour “Il poeta che non sa parlare” di cui ha scritto anche un lobro oltre che inciso un disco.

“Alla gente piace il libro perché è una bella storia. Non ho dovuto inventare niente: la mia vita è piena di colpi di scena. Racconto di quando ero molto povero, i primi record, l’amicizia con Maradona che mi portò in un campo da calcio davanti a una porta vuota. Stavo per dire “Così posso farlo anche io” quando ha colpito tre battute di fila. La povertà è la mia ricchezza perché chi non ha niente sa aspettare. E tutto è ricchezza: anche il respiro. Molti giovani, a fine concerto, vengono a farsi firmare il libro e mi ringraziano perché hanno ricevuto spunti su cui riflettere”. Nino D’Angelo si scusa coi giovani ogni sera, per lui rappresentano la tenerezza, li reputa meravigliosi e intelligenti e pensa che stiano pagando peccati non loro, affermando che le generazioni passate non abbiano lottato per le cose che contano: lavoro, cultura, ambiente, per aver votato governi che non hanno fatto molto per loro. 

D’Angelo si esibisce a Torino ogni anno o due da 50 anni, la adora, comparandola con una città del sud: “è come essere a Napoli, in Calabria o in Sicilia. L’Italia è una. Unità è uguaglianza. Tutte belle parole con la “U””, conclude nell’intervista Nino D’Angelo.

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Nino D'Angelo Tour 2022
Nino D’Angelo Tour 2022