Marlene Dietrich: la spia per il governo degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale

Marlene Dietrich si offrì di fare la spia per il governo degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale

Marlene Dietrich
Marlene Dietrich

Marlene Dietrich si offrì di fare la spia per il governo degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale

Marlene Dietrich, pseudonimo di Marie Magdalene Dietrich /maɐ̯’le:nə ‘di:tʀɪç/ (Schöneberg, 27 dicembre 1901 – Parigi, 6 maggio 1992), è stata un’attrice e cantante tedesca naturalizzata statunitense.

Marlene Dietrich è stata un’attrice di fama in Europa, ottenendo consensi sui palcoscenici di Berlino negli anni ’20. Si è esibita in diversi film di Hollywood negli anni ’30, sia muti che talkie. L’American Film Institute ha inserito la Dietrich al nono posto tra le più grandi star della storia del cinema. Verso la metà degli anni ’30 era considerata tossica al botteghino e tornò in Europa. Mentre era a Londra nel 1936, gli agenti nazisti le chiesero di tornare in Germania. Hanno garantito che sarebbe stata la più grande star del cinema femminile in Europa. Ha rifiutato, è tornata negli Stati Uniti e ha chiesto la cittadinanza americana. Il direttore dell’FBI J. Edgar Hoover la considerava una sovversiva e ha aperto una lunga indagine su di lei. Nel 1942 Dietrich capovolse la situazione sull’FBI, offrendo di utilizzare i suoi numerosi contatti in Europa per ottenere informazioni sulle attività di resistenza.

Prima del 1944 fece un lungo tour negli Stati Uniti su titoli di guerra. Nel 1944 fece il primo di numerosi tour dell’USO di soldati al fronte, esibendosi davanti al pubblico dal vivo e informando l’OSS delle attività nelle sezioni di Francia e Italia recentemente liberate. Ha anche registrato registrazioni in tedesco per l’OSS da trasmettere alla radio europea, per demoralizzare le truppe tedesche. Mentre l’FBI stava indagando su di lei come possibile agente nemico, lei stava fornendo informazioni clandestine all’OSS. Nel 1947 le fu conferita la Medaglia della Libertà dal presidente Truman per il suo lavoro per l’OSS nel corso della guerra. Gran parte del suo fascicolo dell’FBI è stato distrutto nel 1980, molto prima che il resto fosse rilasciato.

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Fra le più note icone del mondo cinematografico della prima metà del Novecento, la Dietrich lasciò un’impronta duratura attraverso la sua recitazione, le sue immagini e l’interpretazione delle canzoni (arricchite da una voce ammaliante e sensuale). Fu una delle prime dive, grazie a un insieme di qualità che la fece entrare nella leggenda dello show business quale modello di femme fatale per antonomasia. Il suo mito nacque e si sviluppò in contrapposizione a quello di Greta Garbo, entrambe star di punta di due compagnie di produzione rivali.

Wiki descrive bene il rapporto della Dietrich con la sua patria di origine il quale fu il dramma della sua vita, era molto legata alla sua identità tedesca (“Grazie a Dio, sono nata a Berlino”, disse più volte). Dietrich non perdonava alla Germania il regime nazista e sebbene Goebbels e Hitler, che la corteggiò a lungo, avrebbero voluto che diventasse una delle grandi rappresentanti del nazismo, lei rifiutò sempre ogni proposta in tal senso. Durante la guerra, ormai cittadina americana, accentuò la propria opposizione alla Germania nazista, e ne diede esplicita testimonianza accompagnando le truppe alleate con le proprie esibizioni, sia in Nord Africa sia sul suolo europeo. La fama della canzone Lili Marleen e dell’interprete fu di tale dimensione da divenire l’immagine di universalizzazione del conflitto per gli Alleati, proponendo l’idea di una guerra non contro le potenze dell’Asse, ma per la democrazia e la libertà.

Nel 1947, prima donna della storia, ricevette la Medal of Freedom, massima onorificenza civile concessa negli Stati Uniti d’America. Ella dichiarò che lo considerava il riconoscimento di cui andava più fiera. Nel 1950 fu anche insignita dal governo francese della Legion d’onore, come riconoscimento della sua testimonianza in favore della democrazia in tempo di guerra.

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Ancora molti anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, la valutazione della Dietrich è controversa in Germania. Alcuni suoi compatrioti la ritennero una “traditrice” della patria. Quando l’attrice nel 1960 tornò in Germania nell’ambito di una grande tournée, durante una sua performance al Titania-Palast di Berlino alcuni protestarono, scandendo la frase “Marlene Go Home!”. D’altra parte la Dietrich fu calorosamente accolta da altri tedeschi, fra i quali il sindaco di Berlino Willy Brandt, che era stato anche lui un oppositore del nazismo, costretto all’esilio. Quella fu l’ultima volta che l’artista si recò in Germania. Più volte poi, dopo la sua morte, la sua tomba divenne oggetto di vandalismi da parte di gruppi neonazisti.

In un’occasione Marlene Dietrich disse che a volte sentiva una responsabilità personale, perché, se avesse accettato le offerte sessuali di Hitler, forse sarebbe riuscita a cambiare il modo di vedere del dittatore e a evitare la guerra mondiale[18]. Nel 1996, dopo un acceso dibattito, le autorità locali di Berlin-Schöneberg, il suo paese di nascita, decisero di non intitolarle una strada. La Dietrich venne dichiarata cittadina onoraria di Berlino il 16 maggio 2002.