Mahmood spiega cosa serve per avere successo

Mahmood ha collezionato nel giro di un paio d’anni 15 dischi di platino, 6 dischi d’oro e oltre 400 milioni di streaming

Mahmood
Mahmood

Ci sono migliaia di artisti nel corso della storia della musica, ma non tutti sono diventati famosi, Mahmood sta avendo successo in questo momento, il cantante ha spiegato cosa serve per mettersi alla prova ed avere successo.

Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, nasce a Milano nel 1992, la madre è sarda e il padre egiziano. Dopo l’abbandono del padre, cresce a Gratosoglio insieme alla madre e studia canto e chitarra a 12 anni. Muove i primi passi sotto i riflettori a X Factor 6, nel 2012, dove entra nel gruppo Under Uomini 16-24 anni, il cui giudice è Simona Ventura, dopo aver superato i provini, però, viene eliminato e questo lo porta a continuare a studiare musica, iscrivendosi a scuola di pianoforte, teoria e solfeggio.

Blanco e Mahmood a Sanremo 2022
Blanco e Mahmood a Sanremo 2022

Nel 2015 Area Sanremo con il brano “Dimentica”. Mahmood pubblica a settembre 2018 il suo primo vero album con la Island Records, “Gioventù Bruciata” con cui vince Sanremo Giovani. Nel 2019 si iscrive a Sanremo e lo vince con “Soldi”, ripete il successo sanremese nel 2022 cantando insieme a Blanco “Brividi”. Il cantante ha pubblicato il suo primo singolo il 23 luglio 2013  “Fallin’ Rain”.

La pandemia non ha fermato il successo travolgente per Mahmood che ha avuto un successo continuo con Calipso, Barrio e poi Dorado, Inuyasha, e tanti brani scritti per altri, come Marco Mengoni tra cui il brano “Hola (I say)” in duetto con Tom Walker, canta con Fabri Fibra nel 2017 “Luna”, pubblicato in “Fenomeno”, scrive per Elodie e Michele Bravi, a fianco di Dario Faini, “Nero Bali” diventato Disco di Platino.

Mahmood ha collezionato nel giro di un paio d’anni 15 dischi di platino, 6 dischi d’oro e oltre 400 milioni di streaming.

Con Gué Pequeno duetta in una versione di “Soldi” e “Doppio Whisky”, colonna sonora di “Sinatra”, serie del rapper trasmessa su Tim Vision.

Dal suo album Ghettolimpo, uscito l’11 giugno 2021, che include “Zero”, “Rapide”, “Dorado” e “Klan” viene estratto anche il singolo “Rubini” feat. Elisa, scritto a quattro mani dai due artisti durante un soggiorno in Toscana, prodotto da Dardust. Il brano è la storia del periodo adolescenziale di Mahmood. Un momento travagliato di conoscenza e approccio alle prime relazioni, un racconto del disagio tipico legato all’età e delle prime avventure con gli amici.

In un’intervista Mahmood spiega che per raggiungere il successo lui ha lavorato sodo, studiando molto, lavorando come barista, dalle 4 di mattina fino all’ora di pranzo per poi andare a studiare solfeggio e pianoforte. “Fibra mi ha confermato che umiltà, disponibilità e umanità, sono fondamentali per centrarsi su di sé e non perdersi, così avviene il successo”.  Mahmood dice: “Quando scrivo mi sento immortale, mentre nella vita normale mi sento più attaccabile, vivo paure e paranoie. Passavo le ore a sfogliare l’enciclopedia per bambini che avevo da piccolo, fra quelle pagine ho scoperto un mondo fatto di miti e storie favolose che amo ancora oggi. Ho passato momenti difficili dopo il successo di Sanremo: c’era di che destabilizzarsi, ma sono cose che mi fortificano, sai che devi lavorare su te stesso. Il successo può dare alla testa, ma come esempio ho sempre guardato a mia madre”.

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Mahmood e la mamma
Mahmood e la mamma

La famiglia è un punto solido nella vita di Mahmood, soprattutto la madre a cui dedica il pezzo più bello dell’album, T’amo, con una citazione da pelle d’oca di Non potho reposare: “Mia madre mi faceva ascoltare da piccolo ‘Non potho reposar’ che per me è la canzone che più rappresenta la Sardegna. Sono fan di Maria Carta e di Andrea Parodi e per interpretare questo brano ho scelto il coro femminile sardo di Orosei, paese di origine di mia mamma, ‘Intrempas’, di cui fa parte mia cugina Antonellina. La prima volta che mia madre ha sentito ‘T’amo’ si è messa a piangere. Non aveva mai pianto prima. Io e mia madre abbiamo passato insieme dei momenti difficili, anni in cui gli unici soldi che guadagnavo poi li spendevo con il ‘car sharing’ necessario per andare a lavorare, in un continuo circolo vizioso. Questa situazione mi ha insegnato che non serve litigare per farti realizzare che una persona ti sta a cuore, è il tempo che ti fa capire tutto ciò che è importante”.