LOU REED, LA STORIA DI WALK ON THE WILD SIDE

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LOU REED WALK ON THE WILD SIDE
Il grande rocker di New York e la genialità di David Bowie diedero vita a Transformer, il capolavoro di Lou Reed

Transformer, il secondo album solista di Lou Reed segna l’incontro tra una rockstar all’apice della gloria, David Bowie e un’altra che non ha più una band e deve reinventarsi, Lou Reed. È l’incontro tra la Londra travolgente del glam rock dove viene registrato Transformer (con la produzione del chitarrista degli Spiders from Mars Mick Ronson) e la New York oscura e decadente in cui sono ambientate le storie scritte da Lou Reed ricordando gli anni della Factory di Andy Warhol e della rivoluzione elettrica dei Velvet Underground.

Il risultato è il disco che lancia la carriera di Lou Reed, e arriva al n. 13 in Inghilterra e nella Top 30 in America, un risultato che con i Velvet Underground non aveva mai raggiunto.

Lou Reed non è più a New York, è a Londra a registrare ai Trident Studios ma ricorda tutto e scrive una canzone dopo l’altra ricordando la vita e la trasgressione di Sugar Plum Fairy il personaggio interpretato da Joe Campbell nel film My Hustler di Andy Warhol del 1965, dei travestiti Holly Woodlawn e Candy Darling che hanno trovato sé stessi nel retro dei locali rock’n’roll come il Max’s Kansas City, la drag queen ossessionata da James Dean Jackie Curtis che Lou Reed definiva:

«Una vera artista, una pioniera senza frontiere» e Joe D’Alessandro, la star del film Flesh del 1968, protagonisti di un racconto che si svolge solo di notte e in cui tutti camminano sull’orlo della perdizione, sul lato sbagliato della strada, cercando un modo di brillare come stelle in cambio, come diceva Andy Warhol, di pochi minuti di celebrità.

Nel 1956 lo scrittore americano Nelson Algren ha scritto un romanzo intitolato A Walk On the Wild Side in cui c’è una frase che lo colpisce e lo diverte molto: «Mai dormire con una donna che ha più problemi di te».

Lou Reed ama questo romanzo, pensa di trasformarlo in un musical, poi l’idea tramonta ma gli rimane un titolo che gli sembra perfetto per la sua descrizione ironica eLOU REED WALK ON THE WILD SIDE intellettuale dei suoi amici di New York, verso i quali nutriva un profondo affetto.

«E’ una canzone d’amore gay, diretta da me a loro» ha detto Lou Reed a proposito di Walk on the Wild Side, «Ho scelto le parole con cura in modo che possano godersela senza sentirsi offesi. Anche se sono convinto che questa canzone offenderà molte altre persone».

Ad accompagnare il racconto c’è una base musicale che entra nella storia con il contrabbasso suonato da Herbie Flowers, il coro della girl band Thunderthighs e l’assolo di sax, per il quale David Bowie sceglie il musicista che per primo gli ha insegnato a suonare, il sassofonista Ronnie Ross.

L’incontro tra le due anime creative di Transformer è perfetto: al raffinato e scintillante mondo di suoni glam creato da David Bowie, Lou Reed aggiunge il suo tocco nervoso, la durezza e l’oscurità di New York e il risultato è un brano che diventa il suo più grande successo e un capolavoro della musica anni ‘70.

«Ho sempre pensato che sarebbe stato divertente presentare alla gente personaggi che non avevano mai incontrato prima» ha detto una volta Lou Reed «Forse perché non volevano».