L’Armonia delle Sfere

"Questi suoni dei sette pianeti e la sfera delle stelle fisse, sono le nove Muse, la loro sinfonia Mnemosyne." L'Armonia delle Sfere

I Suoni dell'Universo - Le onde sonore
I Suoni dell'Universo - Le onde sonore

Oggi ci siamo resi conto che il suono nei tempi antichi ha inciso su molti meccanismi. Le testimonianze confermano le conoscenze del rapporto tra astronomia, musica e geometria.  Pitagora scrisse “L’Armonia delle Sfere“, e di cui fu detto: “… di tutti gli uomini, solo lui poteva ascoltare la musica delle sfere”.

Scoprì che l’altezza di una nota musicale dipende dalla lunghezza della corda che la produce. Ciò gli ha permesso di correlare gli intervalli della scala musicale con semplici rapporti numerici. 

Le sue scoperte nel campo della musica e dell’astronomia lo portarono alla sua realizzazione più profonda, ossia L’armonia delle sfere, in cui proponeva che i pianeti e le stelle si muovessero secondo equazioni matematiche, che corrispondevano a rapporti musicali, producendo quindi una sinfonia.

I nomi dati dai pitagorici alle varie note della scala diatonica erano, secondo Macrobio, derivati ​​da una stima della velocità e della grandezza dei corpi planetari.

Si credeva che ognuna di queste sfere suonasse un certo tono causato dal suo continuo spostamento della diffusione “eterea”. Poiché questi toni erano una manifestazione dell’ordine e del movimento divini, ne segue necessariamente che partecipavano all’armonia della loro fonte.

“L’affermazione che i pianeti durante le loro rivoluzioni intorno alla terra emettessero certi suoni diversi in base alla loro rispettiva ampiezza, celerità e distanza locale, fu espressa dai Greci. Così si diceva che Saturno, il pianeta più lontano, desse la nota più grave, mentre la Luna, la più vicina, il più acuto.

“Questi suoni dei sette pianeti e la sfera delle stelle fisse, insieme a quella sopra di noi (Antichthon), sono le nove Muse, e la loro sinfonia congiunta è chiamata Mnemosyne.”

Aristotele: “i Pitagorici videro che i rapporti delle scale musicali erano esprimibili in numeri e che tutte le cose sembravano essere modellate sui numeri, e i numeri sembravano essere le prime cose nell’intera natura. Supponevano che gli elementi del numero fossero gli elementi di tutte le cose, l’intero cielo, una scala musicale e un numero”.

I pitagorici usavano la musica anche per curare il corpo e per elevare l’anima. Credevano che la musica terrena fosse una debole eco dell’armonia universale delle sfere.

Keplero, fu influenzato dagli argomenti di Armonica di Tolomeo, compose le sue “Armonie del Mondo”. Presentava la sua analisi delle percezioni ottiche, delle forme geometriche, delle consonanze musicali e delle armonie planetarie.

Secondo Keplero, la connessione tra geometria sacra, cosmologia, astrologia, armoniche e musica avviene tramite la musica universale.

Johannes Kepler  (1571-1630) – ” Harmonice Mundi” “L’armonia del mondo”, pubblicato nel 1619.

Keplero scoprì le armonie fisiche nel movimento planetario. Scoprì che la differenza tra la velocità angolare massima e minima di un pianeta nella sua orbita si avvicina a una proporzione armonica.

Ad esempio, la velocità angolare massima della Terra misurata dal Sole varia di un semitono (un rapporto di 16:15), da mi a fa, tra afelio e perielio. Venere varia solo di un minuscolo intervallo di 25:24 (chiamato diesis in termini musicali).

Keplero scoprì che tutti i rapporti tra la velocità massima e minima dei pianeti sulle orbite sono vicini. Tranne uno, approssimano le armonie musicali entro un margine di errore inferiore a un diesis (un intervallo di 25:24). Le orbite di Marte e Giove producono l’unica eccezione a questa regola, creando il rapporto non armonico di 18:19.

In effetti, la causa della dissonanza di Keplero potrebbe essere spiegata dal fatto che la cintura di asteroidi separa queste due orbite planetarie. Fu scoperto nel 1801, 150 anni dopo la morte di Keplero. I solidi platonici sono rappresentati nelle diverse centinaia di petrosfere preistoriche scozzesi scolpite.

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