La misteriosa Sacra di San Michele in Val di Susa

La Sacra di San Michele è il vanto del Piemonte, perché nasce e cresce con la sua storia e le sue strutture attorno al culto di San Michele che approda in Val di Susa nei secoli V o VI.

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La sua ubicazione in altura e in uno scenario altamente suggestivo, richiama immediatamente i due insediamenti micaelici del Gargano e della Normandia. Fondata tra il 983 e il 987 sullo sperone roccioso del monte Pirchiriano si trova al centro di una via di pellegrinaggio di oltre duemila chilometri che unisce quasi tutta l Europa occidentale da Mont-Saint-Michel a Monte Sant’Angelo.





La sacra è stata fondata sul monte Pirchiriano, davanti a lei c’è un altro monte, soprannominato il monte della strega. La sacra di San Michele Arcangelo si trova nel comune di Sant’Ambrogio di Torino e fu fondata dall’aristocratico francese Ugo de Monvolsier tra il 983 3 il 987, fu un punto di insediamento tra i più rilevanti dei monaci benedettini nel Medioevo.


La sacra è stata fondata sul monte Pirchiriano, davanti a lei c’è un altro monte, soprannominato il monte della strega. La sacra di San Michele Arcangelo si trova nel comune di Sant’Ambrogio di Torino e fu fondata dall’aristocratico francese Ugo de Monvolsier tra il 983 3 il 987, fu un punto di insediamento tra i più rilevanti dei monaci benedettini nel Medioevo.


Fu abbandonata nel trecento e ripresa e ristrutturata all’inizio dell’800, ora è monumento simbolo del Piemonte.




Fu il vescovo di Torino, Annuncone, ad edificare il tempio dedicato a San Michele Arcangelo, il Capo Supremo dell’esercito celeste in difesa dei perseguitati giudei e nel libro dell’Apocalisse è il principe degli Angeli fedeli a Dio che combatte e scaccia il drago e gli angeli ribelli.

Era il 1828 quando Carlo Felice in occasione della consegna della Sacra nelle mani dei Monaci Certosini di Collegno, donò il portale di accesso alla Chiesa.Portale_della_chiesa I Certosini non ci sono più alla Sacra (e a dire il vero ci rimasero ben poco) mentre il portale è ancora lì. a proteggere l’accesso al luogo sacro con la raffigurazione delle armi di SanMichele nella parte sottostante ed il diavolo controllato da spada e catena nella parte superiore.

È proprio il volto dei due diavoli ad incuriosire: a sinistra un volto aggressivo, proprio come ce lo aspetteremmo, a destra un volto bonario.

L’artista ci avrà voluto mettere in guardia dalla natura mendace del diavolo e dalla sua capacità di nascondersi sotto mentite spoglie? La porta dei monaci conduce alla terrazza con vista sulle rovine del nuovo monastero (dal XII al XIV secolo), nonché sulla Torre della Bella Alda (Torre della bell’Alda) e un campanile incompiuto. La leggenda narra che una bella ragazza contadina, di nome Alda, fu tesa un’imboscata dai soldati nemici quando visitò la Sacra per pregare contro i mali della guerra.




Mentre cercava di sfuggire al loro assalto, si ritrovò intrappolata in cima alla torre.

Lasciata senza altra scelta che gettarsi nel burrone, invocò l’aiuto di San Michele e della Vergine e miracolosamente sopravvisse, atterrando illesa sul fondo del precipizio. Per vanità ha testato incautamente gli angeli con un secondo balzo, credendo che sarebbe stata in grado di ripetere il suo volo di fronte agli abitanti del villaggio non credenti. Sfortunatamente, poiché i miracoli non accadono mai due volte, ha incontrato il suo destino sul fondo delle rocce sottostanti.

Lo scalone dei morti  e Il Portale dello Zodiaco

La scala dei Sorci

Lo Scalone oggi conosciuto come Scalone dei Morti venne, per un fatto, nominato lo Scalone dei Sorci. Il vecchio sacrestano del monastero, Bernardino, era solito, ogni sera, percorrere lo scalone per andare a chiudere la porta d’ingresso alla sua base. Non senza paura, certo, intimorito dagli scheletri presenti nelle nicchie e dai pipistrelli quivi raccolti. In una sera di tempesta, mentre risaliva, al solito, lo scalone, una folata di vento spense la torcia.





Tremante iniziò a cercare a tentoni gli scalini quando, d’un tratto, un rumore di ossa fregate sulla pietra  iniziò ad accompagnare la sua titubante ascesa.

Arrivato alla sommità dello scalone l’amara sorpresa. Il vento aveva chiuso la porta. Le sue urla di terrore furono sentite dall’Abate, attardatosi a pregare. Trovatolo tremante dietro alla porta si senti dire che un morto si muoveva sullo scalone. Alla luce della sua torcia si presentò la visione di un teschio strisciante su uno scalino!

Avvicinatosi, non senza timore, per esorcizzarlo, uno scossone ne rivelò la vera natura: un topo, trovatosi scoperto, corse via mentre il teschio rotolava per le scale, lasciando i due spettatori sollevati ed un nuovo nome per lo scalone.

Esiste un libro edito da Mondadori, facente parte della collana ‘I Nuovi Misteri’. Il testo è scritto da David Ovason, il quale ci trasferisce un manoscritto di Mark Hedsel, affidatogli da quest’ultimo affinché venisse reso pubblico il suo personale viaggio alla ricerca della verità.



Ovason ci dice:

“(…)voglio sia chiaro che Mark Hedsel è morto davvero(…)sono stato con lui fino all’ultimo. Ho dato disposizioni per la sua cremazione e ne ho disperso io stesso le ceneri. Se qualcuno cerca la tomba(…) non ha che da guardarsi intorno davanti all’ingresso del monastero che ha nome Sacra di San Michele e si trova nei pressi di Susa, in Piemonte.

Scalone dei Morti, così si chiama quella ripida erta, non soltanto perché è buia e ai suoi piedi c’è un cimitero ma perché quanti salgono verso l’arco zodiacale considerata la corona dove i morti dormono.

Soltanto dopo che saranno passati sotto l’arco istoriato con le costellazioni e saranno arrivati alla terrazza pervasa di luce, avranno messo piede nel mondo dei vivi. Naturalmente è una transizione del tutto simbolica

Sarebbe difficile immaginare una sepoltura più idonea per Mark Hedsel. Benché non sia stato lui a porre materialmente quell’arco così carico di simboli in cima alla scalinata, fu lui, in una sua vita precedente, a sceglierne gli arcani disegni zodiacali. In una sua reincarnazione nel XII secolo Mark diresse le opere scultoree dell’arco(…)”

Da L’INIZIATO, di Mark Edsel, collana Nuovi Misteri Mondatori








L MESSAGGIO DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II

Termino questa giornata di viaggio fisico e spirituale in questo luogo molto esoterico con il messaggio che lasciò il Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita-pellegrinaggio alla Sacra nel luglio 1991.

Cari fratelli e sorelle!
Sono venuto quassù per venerare il Principe delle Milizie celesti ed implorare ancora una volta la sua protezione su tutta la Chiesa. Intendo così inserirmi nella scia secolare dei tanti pellegrini, umili e illustri, che ormai da più di mille anni salgono su questo monte, da quando cioè San Giovanni Vincenzo, Vescovo ed eremita, volle incastonare la chiesetta – quasi nido d’aquila – sulla cima più elevata, facendosi erede della devozione all’Arcangelo, qui portata dai monaci persiani nel VI secolo e poi portata avanti dai Bizantini e dai Longobardi.

Il suggestivo pellegrinaggio a questo luogo sacro è un richiamo al primato assoluto di Dio, Signore della Storia. Il nostro mondo inquieto, preso spesso dalla fretta e frastornato dai rumori, ha bisogno di luoghi privilegiati come questo, capace di far riscoprire il senso profondo della vita e di far ritrovare il proprio volto nella contemplazione del volto del Figlio dell’Uomo, che qui si è manifestato a generazioni di Monaci benedettini e continua a rivelarsi come dono di grazia a quanti lo cercano con cuore sincero.

Il silenzio, la solitudine, l’ascolto e la preghiera, qui favoriti da una incomparabile cornice naturale, artistica e storica, non possono non suscitare pensieri elevati e alimentare il cuore dell’uomo, sempre assetato di verità, che è Dio stesso.

Con questi sentimenti, mentre vi affido alla protezione dell’Arcangelo San Michele, di cuore impartisco a tutti la mia benedizione, con particolare pensiero verso i piccoli, i malati e quanti vivono nella emarginazione e nell’abbandono.

 Giovanni Paolo II – Susa (Valle d’Aosta) – Domenica, 14 luglio 1991

Secondo la leggenda, un colpo di spada di San Michele Arcangelo a difesa dell’Europa

La linea sacra di San Michele

Misteriosamente, i tre più importanti monasteri medievali che venerano San Michele in Europa si trovano tutti sullo stesso asse. Una via di pellegrinaggio diritta, conosciuta come Via Sancti Michaelis. Va dal Mont Saint-Michel in Normandia (Francia) a Monte Sant’Angelo (Monte Gargano) in Puglia (Italia). La Sacra di San Michele si trova esattamente al centro di questo percorso di pellegrinaggio lungo 4000 km.

La Sacra di San Michele si trova in perfetto allineamento geografico con altri tre monasteri di San Michele, su una linea retta che va da Skellig Michael (Irlanda), sopra il Monte di San Michele (Cornovaglia, Inghilterra), inclusa la via di pellegrinaggio in precedenza menzionato, al Monastero di San Michele (isola di Symi, in Grecia) prima di finire a Gerusalemme, sul Monte Carmelo.
Questa Linea Sincronica in questo asse è ritenuta un sistema di “autostrade energetiche”. Con lo stesso scopo o significato dei chakra e dei meridiani di agopuntura nel corpo energetico umano.

Le tre navate interne della chiesa mostrano il passaggio dallo stile romanico (l’abside) a quello gotico. Il vecchio coro contiene affreschi e dipinti degli inizi del XVI secolo. Come il Trittico e La Vergine in trono di Defendente Ferrari, pittore piemontese di Chivasso.




 

Per Saperne di Più

Le tre cappelle del nucleo originale furono trasformate in tombe dove furono sepolti ventiquattro membri della casa Savoia nell’XI secolo.

Sin dai primi tempi, le vette e le colline di montagna erano considerate i luoghi più appropriati per la venerazione dell’Arcangelo Michele, probabilmente come una metafora della vita reale per il suo posto più alto tra gli Angeli. Fu costruita principalmente con pietre  di origine oceanica. La base calcarea del monumento deriva dall’insediamento di plancton calcareo con diversi tipi di argilla trasportati da correnti sottomarine, prima che si formassero le Alpi.

Le prasiniti utilizzate per la cima della Sacra e le sculture dell’abside furono formate dalla trasformazione di lava sottomarine. Scorrevano dai vulcani lungo la dorsale oceanica prealpina. All’interno della Sacra puoi trovare materiali di antica origine corallina. Marmi dell’imponente porta dello Zodiaco. Questa opera d’arte è opera dello scultore Nicolò e degli artigiani locali (inizio del XII secolo).

LA SACRA SI TROVA NELLA LINEA SINCRONICA AD ALTA ENERGIA CHE ATTRAVERSA L’ITALIA