Il cervello degli atei è diverso da quello dei religiosi?

Il cervello degli atei è diverso da quello dei religiosi? Lo studio cognitivo della religione ha raggiunto le menti dei miscredenti. 

Il cervello degli atei è diverso da quello dei religiosi? Lo studio cognitivo della religione ha raggiunto le menti dei miscredenti. 

L’idea che i lobi temporali possano essere la sede dell’esperienza religiosa esiste dagli anni ’60. Ma questa è la prima volta che l’ipotesi per spiegare la mancanza di esperienza religiosa basata sulla sensibilità inferiore di una regione del cervello. 

La seconda istantanea ci porta al 2012. Tre articoli pubblicati da laboratori negli Stati Uniti e in Canada hanno presentato la prima prova che collega uno stile di pensiero logico e analitico all’incredulità. Gli psicologi hanno teorizzato diversi modi in cui i cervelli elaborano le informazioni per molto tempo: conscio contro inconscio, riflessivo contro esperienziale, analitico contro intuitivo.

Questi sono collegati all’attività in alcune aree del cervello e possono essere attivati ​​da stimoli tra cui l’arte. I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di contemplare la famosa scultura di Rodin, Il pensatore, e quindi hanno valutato il loro pensiero analitico e l’incredulità in Dio.

Hanno scoperto che chi guardava la scultura si comportava, nel pensiero analitico, riferendo una minore fede in dio rispetto a persone che non avevano visto l’immagine.




Il cervello degli atei è diverso da quello dei religiosii
Il cervello degli atei è diverso da quello dei religiosii
Più i partecipanti sopprimevano il pensiero soprannaturale, più forte era l’attivazione del giro frontale inferiore destro. Quest’area è coinvolta nell’inibizione cognitiva, nella capacità di astenersi da certi pensieri e comportamenti.

Questi studi suggeriscono che gli atei hanno una propensione a impegnarsi di più nel pensiero analitico o riflessivo. Se credere negli dei è intuitivo, allora questa intuizione può essere annullata da un pensiero più attento. Questa scoperta ha certamente sollevato la possibilità che le menti degli atei siano semplicemente diverse da quelle dei credenti.




Nel 2017 è stato condotto uno studio per testare il legame tra incredulità e inibizione cognitiva. Invece di utilizzare l’imaging cerebrale per individuare l’area quale area illuminata, hanno utilizzato una tecnica di per stimolare direttamente l’area responsabile dell’inibizione cognitiva: l’area frontale inferiore destra. La metà dei partecipanti ha ricevuto un falso stimolo.

I risultati hanno mostrato che la stimolazione cerebrale ha funzionato: a chi veniva stimolata l’area otteneva risultati migliori in un compito di inibizione cognitiva. 




Uno studio di imaging cerebrale condotto presso l’Università di Oxford ha confrontato un’immagine della Vergine Maria con quella di una donna normale, entrambe dipinte nello stesso periodo. I ricercatori hanno scoperto che quando i cattolici si concentravano sulla Vergine Maria mentre erano sottoposti a scosse elettriche, questo alleviava la loro percezione del dolore rispetto al guardare l’altra donna.

Questa diminuzione del dolore è associata al coinvolgimento della corteccia prefrontale ventro-laterale destra, una regione nota per guidare i circuiti inibitori del dolore.
Nessun effetto simile è stato trovato per i miscredenti, sebbene giudicassero l’immagine secolare più piacevole di quella religiosa. 




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Il cervello degli atei è diverso da quello dei religiosi?