Hyperloop è un sistema di trasporto che sfrutta la tecnologia della levitazione magnetica passiva per il trasporto iperveloce di passeggeri e merci. Si basa dunque sul “vactrain” da vacuum train che significa “treno sottovuoto”.

Di che si tratta?

Proposto per la prima volta da Elon Musk tra il 2012 e il 2013, il progetto è subito entrato al centro dell’interesse globale suscitando un forte interesse in molte aziende, sia come scommessa tecnologica che come voglia di realizzare per primi questo progetto del futuro. Una delle prima aziende che si è approcciata a questa idea, è stata HyperloopOne.

L’Hyperloop è un treno ad altissima velocità che correrà, all’interno di tunnel, alla stessa velocità degli aerei. L’idea si basa sull’utilizzo di una capsula, adibita al trasporto di passeggeri e merci, spinta da motori lineari a induzione. I tunnel all’interno dei quali viaggiano queste capsule, sono depressurizzati per riuscire a ridurre al minimo l’attrito dell’aria e facilitare così l’aerodinamicità del treno.

Il progetto visionario e i collaudi

Dal 2016 in poi, furono condotti diversi test e collaudi in particolare in Nevada. Sempre in questa regione, nel maggio 2017, si svolse un test che ebbe successo: per poco più di 5 secondi, un mezzo simile a una slitta ha viaggiato in un tubo sottovuoto raggiungendo circa 112 km/h, accelerando per circa 30 metri.

Nel febbraio 2018 il governo statunitense ha concesso a Musk la possibilità di iniziare i lavori preliminari per lo scavo di un tunnel tra New York e Washington Dc mentre, a Dubai, il magnate Richard Branson, proprietario della Virgin Hyperloop One, ha voluto presentare al mondo il prototipo del pod della sua azienda.

A luglio dello stesso anno, il governo della città cinese di Tongren, ha stipulato un accordo con la Hyperloop Transportation Technologies (HTT), per la costruzione di un tracciato ferroviario adatto per l’utilizzo di questa nuova tecnologia. Sono stati previsti due tratti: il primo che metterà in collegamento la città con l’aeroporto, il secondo che collegherà la città al monte Fanjing.

Anche l’Italia, tramite l’amministratore delegato delle FS, Renato Mazzoncini, ha deciso di costruire una tratta per l’Hyperloop, sebbene la morfologia del territorio non sia semplice da sfruttare per questi tunnel.

Quando sarà pronto?

Il primo Hyperloop, ancora in fase di test, sarà realizzato per l’Expò di Dubai. Si tratterà di un super treno che potrà trasportare 3400 passeggeri nella tratta Dubai-Abu Dhabi con una velocità di 1200 Km/h. I passeggeri viaggeranno in cabine con poltrone in pelle e schermi digitali al posto dei finestrini, per sottrarsi al senso di disorientamento. Hyperloop One consentirà di percorrere questa tratta in circa 12 minuti invece dei normali 90 minuti della ferrovia tradizionale.

Altre tratte ipotizzate

Come dicevamo prima, in molti hanno deciso di partecipare alla sfida della progettazione e della costruzione dell’Hyperloop. Difatti sono state ipotizzate, oltre a quella negli Emirati Arabi, in Cina e negli Stati Uniti, diverse tratte in tutto il mondo. Due di queste,  riguardanti l’Italia, coprirebbero una il percorso tra Torino e Milano e un’altra quello tra la Sardegna e la Corsica.

Nel Regno Unito, è stata ipotizzata una tratta collegare Londra con Edimburgo. Rimanendo sempre in ambito europeo, si è previsto anche un collegamento tra Parigi e Amsterdam. In America, invece, oltre a New York e Washington Dc, è stata presa in considerazione una connessione anche tra San Francisco e Los Angeles.

Criticità e difficoltà tecniche

Come in tutti i progetti rivoluzionari e non, c’è sempre da considerare il cosiddetto “risvolto della medaglia”. Alcuni dei critici del sistema Hyperloop hanno sottolineato un fattore poco piacevole: l’esperienza di trovarsi in una capsula stretta, sigillata e senza finestre, all’interno di un tunnel di acciaio, sottoposto a significative forze di accelerazione. Potrebbero, inoltre, esserci elevati livelli di rumore dovuti all’aria compressa canalizzata attorno alla capsula che viaggia a velocità supersoniche.

Le critiche sono rivolte anche al fatto che, nonostante il tubo possa essere lineare, il terreno potrebbe subire degli spostamenti a causa dell’attività sismica. A tale velocità, il disallineamento di un solo millimetro può provocare notevoli vibrazioni e urti tra i passeggeri, che difficilmente potrebbero muoversi durante il viaggio, ad esempio per andare in bagno o per ottenere assistenza in caso di malessere.

Un’altra perplessità è data da alcune questioni pratiche e logistiche: che si fa in caso di malfunzionamenti delle apparecchiature o di incidenti con la necessità di evacuazioni di emergenza?

Un’altra critica riguarda proprio la progettazione del sistema tubolare. Il professor John Hansman, infatti, ha sollevato altre questioni, come ad esempio un leggerissimo disallineamento del tubo e la potenziale interazione tra il cuscino d’aria e l’aria a bassa pressione. Se ciò dovesse mai accadere, cosa succederebbe se mancasse l’elettricità e il treno si trovasse lontano da una città?

A sua volta, il professor Richard Muller ha espresso delle titubanze riguardo alla vulnerabilità dei tubi, che potrebbero essere un facile obiettivo per i terroristi. Questo vulnerabilità è estesa anche al fatto che il sistema dovrebbe prevedere la rimozione di polvere o sporcizia in costante accumulo nell’interno del tubo.

Nonostante tutto, l’Hyperloop sta andando avanti, sperando che un giorno possa vedersi realizzato con l’intera risoluzione dei problemi e con l’effettiva diminuzione dei tempi di percorrenza tra una città e un’altra.