Foh On Stage: Intervista a Gianluca Cavallini, il nostro ingegnere del Suono

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Qui a Sorox, vogliamo far luce su coloro che agiscono dietro le quinte dell’audio. Abbiamo iniziato questa serie di interviste con l’ingegnere del Suono, Gianluca Cavallini che, disponibile come sempre, ha risposto ad alcune domande su cosa significa gestire il suono in studio e dal vivo e le sfide che deve affrontare in questo settore.

Classe 1967, ha lavorato negli ultimi anni come fonico live con numerosi artisti fra cui Elio e le Storie Tese, Arturo Brachetti, Vinicio Capossela, PFM, Sergio Cammariere, Cristiano De Andrè, Dente, Roberto Vecchioni, Frankie Hi NRg, Paolo Belli, Alessandro Mannarino, Chiara Civello, Jackie Perkins, Lorella Cuccarini, Manuel Frattini, Max Gazzè, e in molteplici festival fra cui Gods of Metal, Independent Day, Festambiente, Premio Ciampi, Sentieri Acustici,  Movement, Acoustic Guitar Meeting, Spoleto Festival, la Versiliana, festival Città di Cernobbio, Torino Jazz Festival.



Come responsabile PA ha lavorato con Stadio, Lucio Dalla, Gianna Nannini, Pino Daniele, Beppe Grillo, Daniele Silvestri, Le Vibrazioni ecc ecc.

Ha all’attivo oltre 800 ore di docenze. E’ stato titolare delle cattedre di acustica ed elettroacustica presso il Conservatorio Boccherini di Lucca e negli ultimi quindici anni ha svolto docenze in sound engineering presso Live on Stage (SP), DOC Academy (Verona, Roma, Sarzana, Napoli, Catanzaro, Bari, Desenzano), Fasolmusic (BS), Skeldon (Voghera, Pavia), Medimex (Bari, Taranto), Live Sound Education (Modena), MIR (Rimini), Corso E.A.F.R.A (Genova, 200 ore), Liceo Musicale Cardarelli (SP), Cremona MusicaMMI (Sarzana), Acoustic Guitar Meeting (Sarzana), FCL (SP), 4CMP (MI), Line Check Meeting (MI), e occasionalmente in vari altri corsi e seminari per tecnici dello spettacolo.

Gianluca Cavallini - Vinicio Capossela, Tempio di ANxur, Terracina
Gianluca Cavallini – Vinicio Capossela, Tempio di ANxur, Terracina
http://www.gianlucacavallini.it/



Sono un lavoratore dello spettacolo a tempo pieno da venticinque anni. Ma il lavoro nella musica e nella tecnologia applicata al suono parte molto prima, trentacinque anni fa.
⁃ Posso chiederti come hai cominciato e che percorso professionale hai avuto?
Professionalmente sono nato tastierista e programmatore sintetizzatori/MIDI. Per alcuni anni l’attività principale era più vicina a quella del musicista, suonavo/programmavo synth, drum machine, midifile, collaborando con piccoli studi e grosse aziende quali Roland e Yamaha; il live inizialmente era un secondo lavoro, collaboravo con piccoli service e club fra Liguria e Toscana. A metà degli anni novanta ho invertito le priorità, fino a dedicarmi completamente alla fonica live. L’esigenza di continuità lavorativa mi ha portato nel giro dei tour e delle grosse produzioni. Ho sempre svolto qualsiasi ruolo mi venisse proposto, rifiutando soltanto quelli per cui non mi sentivo ancora sufficientemente preparato o esperto. Ho sempre studiato moltissimo; una volta non c’era internet e i corsi erano cosa rara, ho sfruttato qualsiasi occasione e mezzo, cominciando a diciott’anni da un corso di musica elettronica, spendendo cifre consistenti in libri, riviste, workshop ecc. Allo stesso tempo, ho investito tempo e soldi per una vasta cultura musicale; ai tempi del liceo facevo qualsiasi lavoro compatibile con la scuola per convertire il guadagno in dischi… facchino, imbianchino, fattorino, persino il commesso in negozio di fiori!
⁃ Tu hai ricoperto tutti i ruoli che nella produzione di un evento live coinvolgono gli operatori dell’audio, c’è ne è tra questi uno che preferisci?
Tendenzialmente direi fonico di palco. Ma aggiungo: dipende dalla produzione e dallo spettacolo, mi piace risolvere problemi, ottimizzare tempi e logistica… sono curioso e mi piace variare.
⁃ Il nostro lavoro negli ultimi 15/20 anni ha subito evidenti evoluzioni, a partire dall’uso del digitale. Cosa terresti del ‘vecchio’ e di cosa non potresti fare a meno del ‘nuovo’?
Ho sempre trattato le macchine come mezzi per ottenere determinati risultati. Sono entusiasta delle nuove tecnologie, pur riconoscendo a molti strumenti vintage un innegabile fascino. Il discorso potrebbe esser lunghissimo… del “vecchio” terrei soprattutto “filosofia”, approccio, essenzialità. Credo che il rischio maggiore nell’utilizzo dei sistemi digitali sia il distrarsi dai fattori importanti, perdere le priorità, credere che attraverso processori sempre più potenti si possano risolvere tutti i problemi. Quest’ultimo fattore è particolarmente insidioso, spesso si finisce ad usare la tecnica per “mettere toppe” a problematiche che hanno origine altrove, ad esempio in fattori acustici.
⁃ Hai preferenze circa i brand da utilizzare? Per qualità affidabilità o entrambi?
Premesso che l’affidabilità è importantissima, non ho particolari preferenze. Tendenzialmente, preferisco utilizzare strumenti che conosco bene e reputo adatti allo scopo. Certo, apprezzo qualità e funzionalità delle attrezzature più costose, ma cerco sempre di richiedere e utilizzare quelle adeguate al contesto; non mi sognerei mai di chiedere un mixer da 100.000 euro per una produzione che non ha economie adeguate e deve poi, magari, andare a limare sui compensi dei lavoratori.
⁃ L’esperienza traumatica dello stop nel nostro settore dovuto al COVID, pensi abbia evidenziato degli aspetti sui quali gli attori coinvolti possano migliorare ed evolvere a partire dalla tutela economica?

I gruppi nati spontaneamente fra i lavoratori dello spettacolo, che sembrava potessero unirsi in battaglia comune, si sono nuovamente frammentati. Pur sapendo “fare squadra” nel lavoro, siamo quasi tutti tornati all’individualismo, e questo è per me molto triste. L’unica attenuante è che siam messi talmente male che spesso prevale l’istinto di sopravvivenza; questo è un istinto primario dell’uomo, che sostituisce però alla lungimiranza e alla compassione un opportunistico e devastante “mors tua vita mea”. Non aggiungo altro, il rischio di fraintendimento è alto e non sono bravo a sintetizzare in poche parole un argomento così vasto e complesso.

⁃ Il settore degli eventi sta lentamente ripartendo. Come prevedi sarà la situazione nei prossimi mesi?
Purtroppo non sono molto ottimista. Ho davvero paura che la stagione invernale 2021/22 non sarà molto migliore della precedente. Spero di sbagliarmi.
– Hai scritto un libro, Rocking Wireless, di cosa tratta e cosa ti ha spinto a scriverlo?

Da sempre mi piace condividere le cose che imparo. Durante il fermo lavorativo avevo una duplice esigenza, sopravvivere economicamente e continuare a far cose che mi piacessero. Da qui l’idea di un libro su un tema poco conosciuto e spesso mal applicato, la radiofrequenza nel live, diviso in tre volumi da circa 250 pagine l’uno. Avevo un accordo con Hoepli ma, per vari motivi, è saltato. Troppo limitante l’edizione cartacea rispetto a quanto avevo in mente, troppo elevato il prezzo per acquirenti senza lavoro causa Covid, decadeva completamente l’idea del “rendersi utile”. Pertanto ho deciso di fare un versione elettronica in totale autonomia e di offrirlo “a baratto libero” a chi fosse interessato. Al momento sono fermo al primo volume, un PDF di 200 pagine contenente hyperlink verso contenuti esterni, fra cui calcolatori e quiz on line. Sono lento nella scrittura e non è semplice far tutto da solo, solo impaginazione e formattazione mi ha portato via diverse settimane… A oggi ne ho distribuito circa 200 copie, ricevendo in cambio anche più di quanto mi aspettassi! Molte persone sono state assai generose nel baratto, ma sottolineo che non ci sono vincoli, chi lo vuole può richiederlo scrivendo una mail a

gianlucacavallini@gmail.com

. Baratto libero significa

ognuno secondo le proprie possibilità e in base a quanto lo ritiene utile. Non sopporto l’idea che siano disponibilità economiche a precludere lo studio a chi è motivato, preferisco un “grazie” e un “caffè sospeso” piuttosto che un “mi interessa ma ora non posso permettermelo”.