Caterina II di Russia detta “la Grande”

Il regno di Caterina la Grande è considerato l'età d'oro dell'Impero russo

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Caterina II di Russia nacque a Stettino, il 21 aprile del 1729 e morì a Tsarskoe Selo, il 17 novembre del 1796. È conosciuta come Caterina “la Grande”, e fu imperatrice di Russia dal 1762 fino alla morte.

Con i suoi trentaquattro anni di durata, il regno di Caterina, fu il più lungo della storia della Russia. In questo arco di tempo, la sovrana riuscì a sviluppare il commercio e l’industria del suo paese, a stabilire sistemi di educazione e di sanità pubblica, fondando nuove città e garantendo alla Russia un forte sviluppo culturale e artistico.

La vita

Nacque e crebbe a Stettino, dove suo padre, un nobile militare prussiano, era al comando di un contingente. Sua madre, Giovanna di Holstein-Gottorp, era una principessa tedesca.

Piuttosto trascurata dai genitori, ricevette comunque un’educazione luterana di primo ordine impartita da una governante francese e da tutori, leggendo molto e dimostrando una maturità inconsueta per i suoi anni.

Il matrimonio con Pietro III

Nel 1745 venne data in sposa, all’età di sedici anni, all’erede al trono dell’Impero russo, il granduca Pietro Fëdorovič, futuro Pietro III di Russia. Caterina era intelligente, colta e sensibile, mentre il marito era un uomo incolto e rude, così si creò da subito un distanziamento tra i due che progressivamente sfociò in una vera e propria rottura.

Caterina con un colpo di Stato detronizzò il marito alla fine della Guerra dei sette anni, e quando Pietro III venne deposto e dopo pochi giorni ucciso, il 20 giugno 1762, lei salì al trono. Sotto il suo regno, l’Impero russo accrebbe la sua potenza e visse uno dei periodi di maggior riconoscimento a livello europeo.

Il regno di Caterina

Rivelò da subito la sua educazione illuministica ed il dispotismo paternalistico, largo di interventi e di iniziative in tutti i campi. Attraverso un documento da lei redatto in francese e tradotto in russo, terminato nel 1767, la “Nakaz” (istruzione), la sovrana stabilì alcuni principi per un nuovo sistema legale che prevedeva, secondo i principi di Beccaria e Montesquieu, l’abolizione della pena di morte e della tortura, e l’uguaglianza tra i sudditi.

Applicò infatti al suo metodo di governo i principi illuministi, di cui era seguace. Caterina si ispirava alle idee degli enciclopedisti, e grazie all’appoggio dei suoi favoriti statisti e politici russi, in particolare di Grigorij Orlov e Grigorij Potëmkin, e assistita anche da generali, come Pëtr Rumjancev e Aleksandr Suvorov, e ammiragli, come Fëdor Ušakov, la donna espanse rapidamente l’egemonia russa.

La cultura

Nel momento in cui Caterina salì al trono, la Russia era considerata dal resto dell’Europa come un paese provinciale e arretrato. Per questo Caterina tentò di avviare riforme nel sistema educativo e sanitario. La sovrana creò case di educazione a San Pietroburgo, fece istituire scuole gratuite nelle città di tutta la Russia. S’interessò infatti molto del problema dell’istruzione, fondando, tra l’altro, il primo istituto d’istruzione superiore femminile in Europa. Inoltre commissionò nuovi ospedali.

La zarina fu anche un’importante committente d’arte: istituì le compagnie del Balletto imperiale e dell’Opera imperiale, e a San Pietroburgo commissionò un teatro permanente, il Bol’šoj Kamennyj, per ospitarne le rappresentazioni. Lei stessa fu autrice di opere e libretti. Fu inoltre una collezionista d’arte, e molte delle opere che acquisì fanno parte della collezione dell’Hermitage a San Pietroburgo.

Caterina era inoltre appassionata di filosofia e di matematica. Mantenne una corrispondenza stabile con Voltaire ed incontrò personalmente Diderot: fu proprio l’enciclopedista francese a soprannominarla “Caterina la Grande”.

I cambiamenti nell’impero

Sul versante ovest vi fu l’annessione del territorio maggiore, ottenuto dallo smembramento della Confederazione Polacco-Lituana; in seguito alle guerre russo-turche occupò la Crimea; all’estremo est incominciò la colonizzazione dell’Alaska. L’imperatrice russa, grande ammiratrice di Pietro il Grande, continuò a modernizzare la Russia occidentale, secondo le idee dell’assolutismo illuminato.

Si impegnò di restaurare le finanze e riformò il governo locale con l’istituzione dei governatori.  Al centro invece si era proposta di attuare il principio del potere ministeriale unitario. Il che significava anche un irrigidimento e un ritorno a posizioni più autocratiche e reazionarie. La sua politica comportò un aumento del numero dei servi della gleba, con conseguente malcontento popolare e lo scoppio di numerose rivolte, represse violentemente, come quella guidata dal cosacco Pugačëv.

Inoltre dal 1783 fu persino proibito ai contadini di passare da un proprietario all’altro. Irrigidimento che era destinato a inasprirsi dopo gli avvenimenti francesi del 1789.

La politica estera

In politica estera, nel proseguire la politica di Pietro il Grande, si propose di risolvere durevolmente il problema turco e quello polacco. Dalla Turchia, dopo la guerra del 1768-1774, ottenne, nella pace di Küciük-Qainarge (1774), il diritto di protezione sui cristiani ortodossi dei Balcani, l’indipendenza della Crimea, che nel 1783 insieme al Kuban′ era annessa alla Russia.

Quanto al problema polacco, attraverso interventi negli affari interni di quel paese e il collegamento con la Prussia e con l’Austria, Caterina poté giungere alle successive spartizioni del 1772, del 1793 e del 1795, ottenendo tutte le regioni orientali della Polonia.

La morte

Il 16 novembre del 1796, la grande sovrana ebbe un infarto ed entrò in coma, morendo il giorno successivo all’età di 67 anni.  La sua figura, che ha dato origine ad innumerevoli racconti popolari e dicerie, resta ancora oggi leggendaria. Se in Russia è ricordata essenzialmente per aver potenziato lo Stato allargandone anche i domini, in Europa è spesso stata criticata, oltre che per una condotta libertina, per la sua incapacità nel realizzare riforme significative. Indubbiamente, insieme a regine del calibro di Elisabetta e Vittoria in Inghilterra, rimane una delle sovrane più importanti della storia moderna, contraddistinta da un’eccezionale curiosità intellettuale, un’energia inesauribile, ed una smisurata ambizione.

Fu sepolta nella cattedrale a San Pietroburgo

Nonostante queste ambiguità politiche, a causa dei suoi rapporti epistolari con vari filosofi illuministi, che ne elogiarono il governo, il periodo della dominazione di Caterina la Grande è considerato l’età d’oro dell’Impero russo. Alla sua morte fu sepolta nella Cattedrale di San Pietro e Paolo a San Pietroburgo.