Alimentazione per vivere sani 2/4 – radici, erbe, frutti. crudismo e vegetarianismo – Rudolf Steiner

L’uomo abbisogna assolutamente di proteine. (V. tavola, p. 78) Scriviamolo sulla lavagna, così da avere tutto in vista. Abbiamo allora le proteine come si trovano, per esempio, nell’uovo di gallina, ma non solo:

Seconda conferenza 

Alimentazione per vivere sani – Rudolf Steiner pdf

Il Potere dell’Alimentazione – Come l’Alimentazione influisce sulla Coscienza

VISUALIZZA SU AMAZON LA VERSIONE CARTACEA

radici, erbe, frutti. crudismo e vegetarianismo

SCARICA PDF

La linfa verde delle piante e il sangue rosso dell’uomo sono fatti l’una per l’altro: l’uomo fornisce anidride carbonica alla pianta, la pianta ossigeno all’uomo

La radice della pianta contiene in prima linea sali ed è affine alla testa nell’uomo – è il caso della carota

Il tubero di patata non è una radice, contiene molti carboidrati, ma indebolisce il corpo

I cereali cotti – frutti della semina e dei campi – con i loro carboidrati rafforzano il corpo più di ogni altra cosa

Con i grassi si distrugge materia nel corpo. Ciò genera la forza per ricostruirlo

I vegetali a foglia, le erbe, contengono più di tutto grassi e sotto forma di insalata agiscono prevalentemente su polmoni e cuore

Le proteine, soprattutto di fiori e frutti, agiscono sugli organi della nutrizione, sul corpo inferiore

I grassi vegetali devono essere demoliti completamente nel corpo, quelli animali non del tutto. Perciò la dieta vegetariana presuppone un corpo più forte che non tutti hanno

L’uomo non necessita di troppe proteine, altrimenti distrugge il corpo

Buon dì, miei cari signori!

Forse a qualcuno è venuta in mente una domanda durante questo lungo tempo?

Sig. Burle: vorrei chiedere al Dottore qualcosa riguardo ai cibi – fagioli, carote, eccetera, e cioè quale influsso abbiano sul corpo. Il Dottore ha già parlato delle patate, e forse ci può dire qualcosa riguardo ad altri alimenti. Alcuni vegetariani non mangiano prodotti penduli come i fagioli o i piselli. Se per esempio si vede un campo di cereali, ci si fa dei pensieri riguardo al pane, che molto probabilmente tutti i popoli della Terra possiedono con delle varianti. Rudolf Steiner: Vogliamo allora parlare ancora un po’ del rapporto dell’alimentazione con l’uomo. È importante chiarirsi innanzitutto su cosa si basa la nutrizione. Noi pensiamo che alla base della nutrizione ci sia il fatto che l’uomo mangia i cibi, attraverso la bocca li porti allo stomaco, che poi essi si depositino nel corpo, che quest’ultimo di nuovo li elimini e debba perciò nuovamente nutrirsi, e così via. Ma la faccenda non è così semplice, le cose sono molto più complesse. Se si vuole capire il rapporto reale dell’essere umano con gli alimenti, bisogna innanzitutto chiarirsi di che natura siano gli alimenti di cui l’uomo ha assolutamente bisogno. Vedete, quel che serve all’essere umano, quel che l’uomo deve assolutamente mangiare, sono anzitutto le proteine. L’uomo abbisogna assolutamente di proteine. (V. tavola, p. 78) Scriviamolo sulla lavagna, così da avere tutto in vista. Abbiamo allora le proteine come si trovano, per esempio, nell’uovo di gallina, ma non solo: in tutti gli alimenti sono contenute proteine. Prima cosa: le proteine. In secondo luogo, l’essere umano ha bisogno di grassi. Anche i grassi sono presenti in tutti gli alimenti. Vi sono grassi anche nelle piante. In terzo luogo c’è una cosa il cui nome vi sarà meno familiare, ma che è necessario conoscere: i carboidrati. La terza cosa sono i carboidrati. Si tratta di quelle sostanze contenute, per esempio, più di tutto nelle patate. Ma anche tutte le altre piante contengono molti carboidrati. I carboidrati hanno la caratteristica che, quando li si mangia, la saliva della bocca e i succhi gastrici li trasformano lentamente in amidi. E gli amidi sono qualcosa di cui l’uomo ha assolutamente bisogno, solo che non mangia amidi, bensì quegli alimenti che contengono carboidrati, e che dentro di lui si trasformano in amidi. A seguito della digestione si trasformano poi in zuccheri. E l’essere umano ha bisogno anche di zuccheri. Dunque, nei carboidrati egli assume una quantità di zuccheri. Ma ancora qualcos’altro è necessario all’uomo: si tratta dei sali. Egli li assume in parte come aggiunta ai cibi, ma in parte essi sono già contenuti in tutti i cibi. Se osserviamo le proteine, dobbiamo considerare la grande differenza che c’è tra l’uomo e l’animale da un lato, e l’uomo e le piante dall’altro. Anche le piante contengono proteine, ma non assumono proteine. E come fanno ad avere proteine senza mangiarle? Le ricevono dal terreno, dall’aria, dal non vivente, dal minerale. Le piante riescono infatti a ottenere le proteine dal non vivente, dal minerale, cosa che né l’animale né l’uomo sanno fare. L’uomo non potrebbe trarre proteine dal non vivente, perché in quel caso sarebbe una pianta: egli deve invece assumere in sé le proteine che per lo meno le piante o anche gli animali hanno già preparato. Per la sua vita sulla Terra, l’uomo necessita assolutamente delle piante. E le piante, questa è la cosa interessante, non potrebbero a loro volta crescere se non ci fosse l’uomo. Ciò è molto interessante, signori miei, e va considerato il fatto che le due cose principali per la vita sono la linfa delle piante contenuta nelle foglie verdi, e il sangue. Questo succo verde delle piante viene chiamato “clorofilla”, che significa foglia verdognola. La clorofilla è contenuta nella foglia verde. Poi è importante il sangue che è «Un succo del tutto particolare» come si dice nel Faust. Se osservate l’uomo lo vedete anzitutto respirare. Anche il respiro è un nutrirsi. L’uomo assume ossigeno dall’aria, inspira ossigeno. Ma in tutto il suo corpo è depositato carbonio. Se entrate nella terra dove c’è un giacimento di carbone, trovate il carbone nero. Quando fate la punta a una matita, avete grafite. Il carbone e la grafite sono carbonio. Oltre alle altre sostanze in tutto il nostro corpo siamo fatti di carbonio, che si forma dentro il corpo. Vi verrà di dire: allora l’uomo è un vero raperonzolo nero in fatto di carbonio! Ma potreste anche dire un’altra cosa. Vedete, l’elemento più prezioso al mondo, il diamante, consiste anch’esso di carbonio, solo in altra forma. Quindi se preferite potete dire anche che in relazione al carbonio voi consistete di una quantità enorme di diamanti. Lo scuro carbonio, la grafite della matita e il diamante sono della stessa sostanza. Se il carbone che estraete dalla terra, con una qualche arte, viene reso trasparente, diventa un diamante. Dunque noi abbiamo depositati ovunque in noi questi “diamanti”. Siamo una vera miniera di carbone!

Ma quando l’ossigeno si unisce al carbonio tramite il sangue, si forma l’anidride carbonica. Conoscete bene l’anidride carbonica: vi basta prendere l’acqua di selz. Ha dentro delle perle, quelle sono l’anidride carbonica – si tratta di un gas. Immaginate che l’uomo inspira ossigeno con l’aria, e poi l’ossigeno si diffonde attraverso tutto il sangue. Nel sangue prende il carbonio ed espira l’anidride carbonica. Noi inspiriamo ossigeno ed espiriamo anidride carbonica. Nei processi che vi ho descritto in relazione allo sviluppo della Terra, l’anidride carbonica avrebbe avvelenato tutto da lungo tempo, poiché il tempo dell’evoluzione sulla Terra è molto lungo, come avete potuto vedere. Da tempo gli animali e gli uomini non potrebbero più vivere sulla Terra, se non vi fossero le piante con un modo di essere del tutto diverso. Le piante non inspirano ossigeno bensì proprio l’anidride carbonica che mandano fuori uomini e animali. Le piante sono altrettanto avide di anidride carbonica quanto l’uomo lo è di ossigeno. E se ora prendete la pianta con fusto, foglie e fiori, essa assorbe ovunque continuamente anidride carbonica. Questa entra e rilascia il carbonio contenuto nell’anidride carbonica – ed esso si deposita nella pianta. L’ossigeno a sua volta viene espirato dalla pianta. Così uomini e animali lo ricevono di nuovo.

L’uomo emette anidride carbonica e uccide tutto. La pianta trattiene il carbonio, libera l’ossigeno, e così facendo ridà vita a tutto. E la pianta non potrebbe nulla contro l’anidride carbonica se non ci fosse la linfa verde, la clorofilla. Questa linfa verde, cari signori, è qualcosa di magico: trattiene l’anidride carbonica nella pianta e libera nuovamente l’ossigeno. Il sangue mescola l’ossigeno con l’anidride carbonica; la linfa verde estrae nuovamente il carbonio dall’anidride carbonica e libera l’ossigeno.

Fiore, frutto Corpo inferiore

Foglia Torace

Radice Testa

Pensate quale saggezza è presente nella natura, per cui le piante, gli uomini e gli animali si completano in questo modo! Si aiutano a vicenda in modo perfetto. Ma c’è da dire anche quanto segue. La pianta serve all’uomo non solo per quello che gli fornisce con l’ossigeno: all’uomo è necessaria tutta la pianta. A eccezione delle piante velenose e di quelle che contengono poco di queste sostanze rarefatte, l’uomo necessita di tutte le piante, non per via della respirazione, ma in quanto le mangia. E qui si ritrova un rapporto del tutto singolare. La pianta di un anno – lasciamo stare per ora gli alberi a fusto – consiste di radice, foglia e fiore con frutto. Vogliamo ora guardare la radice. La radice sta all’interno della terra. Contiene in particolare molti sali, perché i sali stanno nella terra. La radice con le sue radichette sottili è abbarbicata alla terra e ne estrae in continuazione i sali. Così la radice è qualcosa di particolarmente unito al regno minerale terrestre, ai sali. Ora pensate, signori miei: la più grande affinità con la Terra ce l’ha la testa dell’uomo – non i piedi, la testa è affine alla Terra. Quando l’essere umano nel grembo materno inizia a essere un uomo terrestre è fatto quasi solo di testa. Egli ha inizio dalla testa. La testa è formata a immagine del cosmo, ma anche della Terra.

E la testa ha particolare bisogno di sali. Perché dalla testa emanano le forze che, per esempio, riempiono il corpo umano di ossa. Tutto quello che rende solido l’uomo, l’ossatura, emana dalla testa. Quando la testa stessa è ancora molle, come nel grembo materno, non può formare adeguatamente le ossa. Solo quando la testa stessa diventa sempre più dura, può dare al resto del corpo le forze che consentono all’uomo e all’animale di formare le parti solide, in particolare le ossa. Potete così vedere che la radice, la quale è affine alla terra e contiene sali – e per la formazione ossea servono i sali, le ossa sono composte di carbonato di calcio, di fosfato di calcio, che sono sali – da questo vedete che le radici sono necessarie al sostentamento della testa dell’uomo. Ma quando ci si accorge, per esempio, che un bambino è debole di testa, da dove lo si vede? Lo si può vedere da situazioni che vi hanno a che fare: quando un bambino è debole di testa, prende facilmente i vermi nell’intestino. I vermi sostano nell’intestino quando le forze della testa sono troppo deboli, perché in quel caso la testa non agisce abbastanza fortemente verso il basso, nel resto del corpo. I vermi non possono prendere piede nell’uomo quando le forze della testa agiscono energicamente verso l’intestino.

Da qui si vede bene quanto meravigliosamente sia organizzato il corpo umano: al suo interno tutto è in sintonia con tutto. Quando si ha un bambino con i vermi, non va detto subito: il bambino è debole di testa. Si può anche dire – soprattutto chi vuol fare l’insegnante deve sapere queste cose –: quando un adulto è debole di testa, vuol dire che da piccolo ha avuto i vermi. E cosa si deve fare quando si osserva questo? La cosa più semplice è prendere le carote e darle da mangiare ai bambini per un certo tempo – ovviamente insieme al resto, è chiaro che non gli si fa mangiare solo carote, però le deve consumare per un certo periodo. La carota è in tutto e per tutto una radice nella terra. Ha molti sali e visto che ha le forze delle terra, quando viene assunta nello stomaco è in grado di agire nuovamente fino alla testa attraverso il sangue. Solo le sostanze ricche di sali possono penetrare nella testa. Le sostanze ricche di sali, le sostanze in forma di radice, rendono forte l’uomo attraverso la testa. Vedete che questo è estremamente importante. E con le carote avviene che si rafforzano le parti superiori della testa, proprio quelle che servono all’uomo perché diventi interiormente forte, saldo, non molle. Se osservate una pianta di carota, vi direte: la sua caratteristica è di essere cresciuta prevalentemente nella radice. Nella carota quasi tutto è radice. Di fronte a questa pianta, ci si interessa solo alla radice: il resto, le foglie, è solo un’aggiunta verso l’alto senza importanza. Perciò la carota è adatta prevalentemente come nutrimento per la testa. Se perciò talvolta sentite di avere la testa debole, una debolezza di testa, un vuoto nel cervello, se sentite di non riuscire a pensare bene, è una buona cosa se per un certo periodo ci mettete carote nell’alimentazione. Ma ciò è utile più di tutto ai bambini.

Se ora confrontate la carota con la patata, vedrete che quest’ultima ha un aspetto completamente diverso dalla carota. La patata ha foglie, ma quello che di essa si mangia sono i tuberi, e questi stanno nella terra. Se si osserva superficialmente la cosa, si può dire: nella patata, questi tuberi sono le radici. Ma non è vero, questi tuberi non sono radici. Infatti, se osservate meglio, vedrete ovunque che in realtà le radici stanno attaccate ai tuberi nella terra. Le vere radici sono piccole radichette attaccate al tubero, che però si staccano facilmente. Quando le patate vengono estratte dal terreno, cadono da sé. Ma se si raccolgono le patate ancora fresche, sono piene di queste piccole radicole.

Quando mangiamo questi tuberi, abbiamo qualcosa di simile al fusto o alla foglia. Solo apparentemente la patata si comporta come radice, in realtà si tratta di fusto e foglia, foglia trasformata. Si tratta di qualcosa che sta tra la radice e la foglia. Per questo la patata non contiene così tanti sali come per esempio la carota, non è un elemento del tutto terrestre come la carota. Certo, cresce nella terra, ma è meno affine a essa. E la patata contiene prevalentemente carboidrati – non tanto sali, quanto carboidrati. Ora dovete dirvi: se mangio carote, il mio corpo vive da sfaccendato, gli basta solo la saliva per poter sciogliere la carota. Gli basta utilizzare il succo gastrico, la pepsina, e via dicendo, e quel che è più importante nella carota va alla testa. L’uomo ha bisogno dei sali. Questi sali vengono forniti da tutto quanto è radice della pianta, e in particolare da una radice come la carota. Ma quando l’uomo si nutre di patate, anch’esse vengono portate innanzitutto alla bocca e allo stomaco. Qui, con il lavorio del corpo, dalla patata si forma amido. Poi si procede nell’intestino, con il seguito della digestione si giunge al sangue, e si può arrivare anche alla testa. Quando con un ulteriore sforzo dall’amido si ricava zucchero, solo allora si può giungere alla testa. È chiaro che qui ci vuole una forza maggiore. Ora signori miei, se devo applicare una forza verso l’esterno, è chiaro che divento più debole. Questo è il gran mistero dell’uomo: se spacco la legna, se applico una forza esteriormente, divento debole. Se invece sviluppo una forza interiormente trasformando i carboidrati in amido, l’amido in zucchero, allora mi rafforzo. L’attività di riempire me stesso di zucchero per il fatto di mangiare patate, comporta che divento forte. Esplicando forza verso l’esterno mi indebolisco, applicando forza all’interno mi rinforzo. Perciò quel che conta non è riempirsi di alimenti, l’importante è che gli alimenti sviluppino forze dentro il corpo.

Si può allora dire: alimentarsi di radici – poiché tutte le radici sono fatte in modo da agire sulla testa, per quanto non nella stessa misura della radice carota –, l’alimentazione a base di radici fornisce al corpo tutto quello che occorre a lui stesso nel suo interno. L’alimentazione che tende già un poco verso la foglia, che ha in sé carboidrati, dà al corpo le forze che gli occorrono per il lavoro, per il movimento all’esterno. Della patata ho già parlato: richiedendo un enorme impiego di forze, rende l’uomo più debole, più di tutto non gli dà forze a lunga scadenza. Ma il principio che vi ho ora esposto vale proprio per la patata. Nella stessa misura in cui la patata è un nutrimento in senso negativo, in senso positivo lo sono tutte le graminacee: grano, segale e via dicendo. Anche qui si trovano i carboidrati, dai quali l’uomo genera amidi e forma zuccheri nel modo migliore: con i carboidrati dei cereali può cioè rafforzarsi nella miglior maniera possibile. Pensate a come i contadini diventano belli forti semplicemente mangiando molto del loro pane che contiene cereali! Già di per sé devono avere corpi sani. Il pane integrale, se il corpo ce la fa, è davvero l’alimento più sano. I contadini hanno corpi sani, il corpo diventa particolarmente forte proprio generando amidi e zuccheri.

Ora sorge una domanda. Si potrebbe dire che gli esseri umani, nella loro evoluzione, siano giunti da sé a non consumare i cereali allo stesso modo degli animali. Il cavallo mangia l’avena più o meno così come cresce. Gli animali mangiano i cereali così come crescono. Gli uccelli farebbero fatica a cibarsi di semi se qualcuno prima glieli dovesse cucinare! Gli uomini invece sono giunti da soli all’idea di cuocere i cereali. Signori miei, cosa accade per il fatto che io cucino i cereali? Cuocendo i cereali non li consumo freddi, ma caldi. Se vogliamo elaborare internamente gli alimenti, dobbiamo utilizzare calore. Senza calore, non si parla di trasformare i carboidrati in amidi e zuccheri: bisogna riscaldare all’interno. Se io riscaldo già esternamente cucinando i cibi, vengo in aiuto al corpo che non deve rilasciare calore da se stesso. I cibi vengono allora prima di tutto accolti nel processo del fuoco, del calore, per il fatto di essere cotti. Questa è la prima cosa. La seconda però è che gli alimenti vengono in tal modo completamente modificati. Pensate solo che cosa diventa la farina quando la cuocio per fare il pane. Diventa un tutt’altro! Ma cosa la fa cambiare ? Prima di tutto macino i chicchi. Cosa significa macinare? Sminuzzare finemente, certo. Quel che faccio con i cereali, il fatto che io li macini, che li renda fini, dovrei farlo successivamente nel mio organismo. Tutto quel che faccio fuori, dovrei farlo nel mio stesso organismo. Io invece lo esonero da questi lavori. Lo stesso avviene quando tosto i cereali. Tutto quel che eseguo quando cucino, non lo deve fare l’organismo, quindi io porto gli alimenti a uno stato nel quale l’organismo li digerisce più facilmente. Basta vedere la differenza che c’è fra mangiare patate crude e mangiarle cotte. Se si mangiano patate crude, il corpo è costretto a produrre e a consumare moltissimo calore per trasformare questa patata cruda, che è quasi amido, in zuccheri e così via. Ma il modo in cui la trasformerebbe, non sarebbe sufficiente.

La patata va nell’intestino, l’intestino deve anche lui impiegare parecchia energia. Ma così la patata resta bloccata nell’intestino.

Le forze che rimangono non bastano a trasmettere la patata al resto del corpo. Mangiando patate crude, o ci si riempie solo lo stomaco – e l’intestino non sa più cosa farsene – oppure ci si riempie l’intestino, ma non si va avanti.

Se invece si prepara la patata tramite cottura o in altro modo, lo stomaco non ha più così tanto da fare, e neppure l’intestino.

Le patate passano allora nel sangue e vanno fino alla testa. Vedete allora che, cuocendo i cibi, particolarmente quei cibi che apportano carboidrati, si ha la possibilità di sostenere la nutrizione.

Sapete che negli ultimi tempi è sorta ogni specie di mania, in particolare per quanto riguarda la nutrizione.

Le manie sono oggi di moda. Ci sono per esempio i crudisti i quali non vogliono più cucinare assolutamente nulla, vogliono mangiare tutto crudo, al naturale. Da dove deriva una cosa simile? Dal fatto che gli scienziati materialisti non sanno più come stanno le cose, non vogliono saperne di una scienza dello spirituale.

Per questo si inventano robe del genere. Tutto il crudismo non è altro che un’idea matta!

Per un certo tempo si può certo mangiare tutto crudo, dando per così dire al corpo delle belle staffilate e facendogli impiegare parecchia energia. Ma tanto più esso poi si rovina.

Veniamo ora ai grassi. Le piante, quasi tutte le piante, contengono grassi, grassi vegetali che esse si procurano dai minerali. Sia chiaro, i grassi non arrivano così facilmente alla testa dell’uomo come fanno i carboidrati e i sali. In realtà, i sali non vengono affatto modificati. Quando voi salate la vostra zuppa, il sale che aggiungete arriva tale e quale alla vostra testa, quasi immutato: lo ricevete fin nella testa. Ma se mangiate patate, non sono più patate quello che vi arriva alla testa, bensì zuccheri. La trasformazione avviene come vi ho detto.

Nel caso dei grassi, però, non importa se grassi vegetali o animali, la cosa non è così semplice. Quando mangiamo grassi, vengono quasi del tutto consumati nella saliva, nello stomaco e nell’intestino.

Quel che passa nel sangue è già qualcosa di completamente diverso. E l’uomo e l’animale devono formarsi da sé i grassi usando le forze, le energie che i grassi suscitano nell’intestino e nel sangue.

Alimentazione per vivere sani 3/4 – alimentazione dei bambini. temprare il corpo e concimare i campi – Rudolf Steiner

Proprio questa è la differenza tra i grassi da un lato e gli zuccheri o i sali dall’altro. Sali e zuccheri sono qualcosa che l’uomo assume ancora dalla natura, anche se ottiene gli zuccheri trasformando la patata o la segale. Ma qui vi è ancora qualcosa della natura. Invece nel grasso che l’uomo o l’animale hanno in sé, nulla è più natura: se lo sono formato da sé. Ma non avrebbero alcuna energia per farlo, se non se ne nutrissero, poiché l’intestino e la composizione sanguigna hanno bisogno di grassi.

Si può allora dire che l’uomo non potrebbe formarsi da sé i sali, se non assumesse sali, il corpo umano non li potrebbe formare da solo. Se l’uomo non ricevesse carboidrati, se non mangiasse pane o qualcosa che gli fornisca carboidrati, non potrebbe formarsi gli zuccheri.

Ma se non potesse formarsi zuccheri, egli sarebbe un eterno deboluccio. Lo dovete esclusivamente agli zuccheri, signori miei: avete energia solo perché siete pieni di dolce. Nel momento in cui voi non foste più completamente pieni di dolce, non avreste più forza in voi, crollereste.

Questo vale perfino per i popoli. Vi sono popoli che consumano pochi zuccheri e anche poche sostanze che forniscono zuccheri. Questi sono popoli deboli relativamente alla loro forza fisica.

E ci sono popoli che mangiano molto zucchero: questi sono popoli forti. Ma nell’uomo non avviene altrettanto con i grassi. Se l’uomo, come pure l’animale, ha in sé dei grassi, ciò è merito suo, cioè del suo corpo.

I grassi sono in tutto e per tutto il suo prodotto. L’uomo annienta quel che assume in grassi dall’esterno come grassi vegetali e grassi animali. E nel superamento dei grassi egli sviluppa energia.

• Nei carboidrati – nella patata, nella segale, nel grano –, l’uomo sviluppa le sue forze trasformando le sostanze. • Nei grassi che consuma sviluppa forza distruggendo le sostanze.

Se distruggo qualcosa fuori di me, divento stanco, mi indebolisco.

Ma se distruggo dentro di me una bella bistecca grassa, anche così divento debole, però questa demolizione della bistecca grassa o la demolizione di grasso vegetale, mi dà nuovamente energia per poter sviluppare il mio grasso, se il mio corpo ne è predisposto.

Vedete allora che l’alimentazione a base di grassi agisce sul corpo in tutt’altro modo rispetto a quella basata sui carboidrati.

Il corpo umano è veramente complesso e quello che stiamo descrivendo è un lavoro non da poco.

C’è parecchio da fare nel corpo fisico perché l’uomo possa demolire i grassi vegetali.

Ma ipotizziamo ora che l’uomo consumi foglie, mangi cioè ciò che la pianta dà come verdura. Mangiando quel che ha caratteristica di foglia l’uomo riceve in misura particolare i grassi della pianta.

Per quale ragione, allora, il fusto, lo stelo è qualcosa di così duro? Poiché trasforma le foglie, facendole diventare carboidrati. Ma se le foglie restano verdi – più verdi sono, e più sostanza grassa forniscono.

Quindi, quando l’uomo mangia il pane, non riceve molto grasso dal pane. Per esempio il nasturzio, una piccola pianta dalle minuscole foglie, dà all’uomo più grasso che non quando si mangia il pane.

Per questo è sorta l’esigenza di consumare il pane con il burro, con un poco di grasso, non da solo; oppure la gente di campagna lo mangia, per esempio, con il lardo o con altro grasso. In tal modo si raggiungono due scopi in una volta sola. Quel che nella pianta ha carattere di radice arriva fino al fusto – infatti il fusto possiede le forze della radice, nonostante sia fusto e cresca sopra, nella luce. Per questo fatto, quando mangio il pane esso sale fino al capo. L’importante non è che qualcosa stia sopra, alla luce, ma che abbia in sé la caratteristica di radice. Ma la foglia, la foglia verde, non ha carattere di radice. Sotto la terra non cresce nessuna foglia verde. In autunno, quando le forze solari agiscono meno fortemente, il fusto può maturare completamente – verso la tarda estate e l’autunno. Ma la foglia ha bisogno delle più potenti forze di crescita solari per maturare, essa cresce incontro al Sole. Possiamo allora dire che la foglia agisce prevalentemente su polmone e cuore, mentre la radice rende forte la testa, e anche la patata è fatta in modo da giungere, in realtà, fino alla testa. Quando mangiamo la foglia, che ci fornisce in particolare il grasso della pianta, ci rafforziamo nel cuore e nel polmone, nell’uomo medio, nel torace. Questo è per così dire il segreto dell’alimentazione umana:

• Se voglio agire sulla testa, mi alimento di radice o fusto, o simili.

• Se voglio agire su polmone e cuore, mi alimento di insalata o cibi del genere.

Ma poiché queste cose vengono demolite già nell’intestino e solo le forze agiscono, non è necessario cucinare in gran quantità.

Per questo le foglie vengono fatte in insalata.

Ma tutto quel che deve agire nel capo non può essere fatto in insalata, deve essere ben cotto. Il cibo cotto agisce in particolare fino alla testa.

Il cibo che ha natura di insalata agisce rivitalizzando soprattutto il polmone, il cuore e così via, in senso nutriente agisce tramite i grassi.

Ora non basta agire sulla testa e sull’uomo medio – l’uomo del torace –, in quanto l’uomo deve formarsi gli organi stessi della nutrizione.

Ha bisogno di uno stomaco, di un intestino, di reni, di fegato.

Deve costruirsi da sé gli organi della nutrizione.

E la cosa interessante è che per costruire gli organi della nutrizione l’uomo ha bisogno proprio dell’alimento proteina, della proteina che è nelle piante e cioè in particolare della proteina che nelle piante è contenuta nel fiore e specialmente nel frutto.

Possiamo allora dire:

• La radice nutre particolarmente la testa;

• quel che sta nel mezzo della pianta, la foglia, nutre specialmente il torace e

• ciò che è nei frutti nutre il corpo inferiore, compresi gli organi della nutrizione.

Se guardiamo ora i nostri campi seminati, possiamo dire: è bene che ci siano, poiché così nutriamo la nostra testa. Guardiamo all’insalata che piantiamo, a tutto quello che mangiamo nelle foglie, che non necessita di essere cucinato, poiché può venire digerito già nell’intestino – infatti quel che conta sono le forze: lì abbiamo tutto ciò che mantiene i nostri organi del torace. E se guardiamo in alto alle prugne, alle mele, ai frutti che crescono sulle piante, qui non c’è bisogno di cuocere molto, vengono già cotti dal sole stesso per tutta l’estate. Qui è già avvenuta la maturazione interna – diversamente da quel che non è stato portato a maturazione dal sole, ma si è seccato, come i fusti, gli steli. Non è necessario che cuociamo i frutti. Dobbiamo cuocerli, fare conserve e via dicendo solo se abbiamo un organismo debole che non riesce ad annientare i frutti nell’intestino. Proprio chi ha malattie intestinali deve provvedere a ricevere la frutta in forma di conserva: come passata, composta, marmellata e così via.

Ma se si ha un sistema digestivo, un sistema intestinale del tutto sano, i frutti son fatti apposta per formare il corpo inferiore, e precisamente tramite quanto contengono in proteine. Le proteine nei frutti da pianta costruiscono il nostro stomaco, costruiscono tutto ciò che l’uomo possiede nella parte inferiore del corpo come organo della nutrizione. È grandioso l’istinto che da sempre c’è. Gli uomini ovviamente non esprimono da sempre in concetti quel che io vi sto esponendo, ma lo hanno sempre saputo per istinto. Per questo si sono sempre procurati un’alimentazione mista di radici, foglie e frutti, hanno mangiato tutte queste cose. Anche riguardo alle quantità necessarie dell’una o dell’altra cosa, ci sono arrivati per istinto.

Però sappiamo bene che gli uomini non si cibano solo di piante, ma anche di animali, di carne animale, di grassi animali, e così via. La scienza dello spirito non ha nessuna voglia di presentarsi fanatica o settaria, vuole semplicemente dire come stanno le cose. Non serve a niente dire che l’uomo deve mangiare solo piante, oppure che deve mangiare anche ciò che è di natura animale e via dicendo. Va invece detto quanto segue. Ci sono persone le cui forze, ricevute con l’ereditarietà, non bastano a produrre tante energie per fare tutto il lavoro che serve a demolire i grassi vegetali, così da generare forze proprie e produrre il proprio grasso. Chi mangia solo grassi vegetali, signori miei, è un uomo che deve rinunciare a diventare grasso, perché i grassi vegetali vengono demoliti, e col demolirli si generano forze diverse. Oppure deve avere una digestione formidabile, per cui gli riesce facile distruggere i grassi vegetali. Allora trova le forze per metter su del grasso proprio. Ma la maggior parte degli uomini è fatta in modo che essi non riescono ad accumulare sufficiente grasso proprio consumando solo grassi vegetali. D’altra parte, se gli uomini mangiano grasso animale o carne, questi non vengono completamente demoliti. Il grasso vegetale non va oltre l’intestino, viene distrutto nell’intestino. Ma i grassi contenuti nella carne proseguono la loro trasformazione più in là dentro l’uomo. E può darsi che lui diventi più debole che non nutrendosi di soli grassi vegetali. Perciò dobbiamo distinguere quei corpi che non amano il grasso, corpi che non mangiano volentieri il lardo, che in particolare non gradiscono alimenti grassi – si tratta di corpi che demoliscono i grassi con relativa facilità, e con ciò vogliono formare grasso in se stessi. Questi corpi dicono a se stessi:

«Quel che c’è in me di grasso, voglio produrlo da me, voglio avere il mio proprio grasso».

Ma uno che si riempie la tavola di cibi grassi, non dice: Voglio fabbricarmi da me il mio grasso, ma dice: «Tocca al mondo darmi il grasso di cui ho bisogno». Il grasso animale trapassa nel corpo, e questo costituisce una facilitazione al mangiare. Quando il bambino lecca lo zucchero, non lo fa mica per mangiare. Sì, qualcosa di nutritivo c’è pure, ma il bambino lo fa meno per alimentarsi quanto per il gusto dolce. È la dolcezza che diviene cosciente nel leccare lo zucchero. Ma quando l’uomo assume grasso bovino, suino, eccetera –, ciò passa nel suo corpo. Ciò soddisfa la sua voluttà né più né meno che il leccare lo zucchero soddisfa la voluttà del bambino, solo non allo stesso modo, ma l’uomo sente che vi è insita della voluttà. Per la sua esistenza corporea l’uomo ha ovviamente bisogno anche di questa voluttà, per questo ama la carne. Si mangia perciò la carne particolarmente quando il corpo ne ha una gran voglia. Ma a questo riguardo non c’è da essere fanatici. Vi sono individui che non campano se non mangiano carne. Occorre perciò indagare sempre bene se si può veramente vivere senza carne. Se uno riesce a fare a meno della carne, nel passare dall’alimentazione a base di carne a quella vegetariana si sente più forte di prima. Qui sta il punto: c’è chi non sopporta proprio di vivere senza carne. Ma se uno vi riesce, nel diventare vegetariano si sente più forte, perché non ha più bisogno di depositare in sé grassi estranei, e forma solo grasso proprio. È così che si sente forte. Per quanto mi riguarda devo dirvi che gli sforzi che ho dovuto affrontare da molto tempo, negli ultimi 24 anni, non avrei potuto affrontarli in altro modo. Non avrei potuto viaggiare per notti intere, tenere il giorno seguente una conferenza, e via di questo passo. Se uno si fa fare questo lavoro dagli animali, mangiando carne, gli manca quel che si deve fare lui stesso se è vegetariano. Di questo si tratta.

Ma non pensiate mica che io faccia propaganda per il vegetarianismo, va prima sempre sperimentato se l’individuo in questione può vivere o meno da vegetariano. Questo lo decide la sua predisposizione. Ciò è particolarmente importante nelle proteine: anch’esse possono essere trasformate, se si è in grado di demolirle nell’intestino, come accade assumendo proteine vegetali. Allora si generano forze. Ma non appena l’intestino si indebolisce, occorre procurargli qualcosa dall’esterno, assimilare vere proteine, per esempio le proteine animali, poiché anche le galline che ci danno le uova sono animali.

Le proteine sono qualcosa su cui per lo più ci si fanno delle idee errate, se non le si considera in senso scientifico-spirituale.

• Quando mangio radici, i loro sali arrivano fino alla testa.

• Quando mangio insalata, le forze – non i grassi stessi, ma le forze dei grassi contenute nelle piante –, arrivano al torace, ai polmoni e al cuore.

• Quando mangio frutta, le proteine dei frutti non arrivano fino al torace, ma rimangono nell’intestino.

Ora, le proteine di derivazione animale proseguono oltre l’intestino, riforniscono il corpo, poiché le proteine animali si diffondono. Si può allora pensare che uno che mangia molte proteine debba essere un individuo ben nutrito. Questo ha fatto sì che in tempi di materialismo chi aveva studiato medicina ha consigliato alla gente un consumo esagerato di proteine. Si è detto che sono necessari da centoventi a centocinquanta grammi di proteine al giorno. Roba da matti! Oggi si sa che all’uomo basta un quarto di quella quantità. Quando l’uomo mangia tante proteine inutili accade quel che successe una volta a un professore con il suo assistente.

Vollero imbottire di proteine un individuo sottoalimentato. Pensavano che quando le proteine sono particolarmente abbondanti si trasformano nell’uomo, e che le urine indicano il consumo di proteine. Nel caso di quel tale scoprirono che l’urina non mostrava alcuna trasformazione delle proteine nel corpo. Non si accorsero subito che le proteine venivano espulse dall’intestino. Il professore era furibondo. E l’assistente disse tutto tremante: «Professore, forse dall’intestino»? Cosa era successo? Avevano sovralimentato di proteine quell’uomo, ma non gli era servito a nulla, perché dallo stomaco le proteine erano passate nell’intestino, e dall’intestino erano state nuovamente espulse. Non era entrato nulla nel corpo. Se dunque si danno troppe proteine, esse non vanno per niente nel corpo, vanno nelle feci. Qualcosa gli rimane però, perché prima di fuoriuscire sono nell’intestino e agiscono come un veleno, intossicano tutto il corpo, lo avvelenano tutto. Questo si ricava dalle troppe proteine! E a causa di tale avvelenamento sorge molto spesso l’arteriosclerosi, tanto che molte persone diventano arteriosclerotiche molto presto – e lo diventano per il fatto di essere sovralimentate di proteine. È dunque importante, come ho appena detto, studiare la questione alimentare assieme al suo contenuto spirituale.

La maggior parte della gente ritiene che ci si nutra tanto meglio, quanto più si mangia. Ma non è vero, anzi a volte ci si nutre molto meglio se si mangia poco, poiché in quel caso non ci si intossica. Il punto è che bisogna sapere come agiscono le singole sostanze. Bisogna sapere:

• che i sali agiscono specialmente sulla testa; • che i carboidrati, così come sono contenuti nei nostri alimenti principali, il pane e le patate, agiscono più sul sistema polmonare – polmone, gola, palato e così via; • che i grassi agiscono specialmente sul cuore e sui vasi sanguigni, sulle vene, e • che le proteine agiscono prevalentemente sugli organi del corpo inferiore.

La testa non riceve granché dalle proteine. Le proteine che si trovano nella testa – naturalmente essa deve essere formata anche con le proteine, in quanto consiste anch’essa di sostanza vivente –, anche quelle proteine l’individuo se le deve formare da sé. Se dunque lo si sovralimenta, non si deve credere che egli per questo ottenga un cervello particolarmente sano, al contrario, otterrà un cervello intossicato. Forse sarà bene intrattenerci ancora sull’alimentazione. Ma è bello, perché queste domande sono molto utili.

Alimentazione per vivere sani 3/4 – alimentazione dei bambini. temprare il corpo e concimare i campi – Rudolf Steiner