Perché ci sono solo sette nomi di note?

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È difficile evitare tutti i discorsi tecnici nel dare una risposta. Gli elementi di base della musica risultano dalla natura delle corde vibranti o delle colonne d’aria. I toni musicali sono quelli che hanno un tono riconoscibile, il che significa che l’onda sonora ripete uno schema invece di cambiare costantemente.

Guarda il grafico di un suono musicale e vedrai una sorta di forma che si ripete all’infinito. Se si ripete velocemente sentiamo un tono alto, se lentamente sentiamo uno basso.

E la forma dell’onda che si ripete dà un diverso tipo di suono: un’onda relativamente liscia per un flauto; una più ruvida per un violino.

In quel suono complesso che costituisce un singolo tono musicale si troveranno un certo numero di altezze combinate. Ci sarà un tono che corrisponde alla forma principale, uno che è due volte più veloce, che è un’ottava più alto, uno che è tre volte più veloce, che è un “quinto” sopra, e così via.

E quando suoni insieme due toni musicali che sono sintonizzati correttamente, alcune di queste altre onde, chiamate “parziali”, corrisponderanno e si rafforzeranno a vicenda in modo che queste combinazioni sembrino particolarmente importanti.

Prendete due tiri che all’inizio non hanno apparente relazione tra loro, cambiatene gradualmente uno, e in certi punti entreranno improvvisamente in una sorta di accordo abbastanza udibile: questo è l’effetto dei parziali sovrapposti.

Quasi tutte le culture musicali hanno scoperto il quinto, come dal do al sol, e questo significava che conoscevano la quarta. La terza maggiore (come da DO a MI) era un altro punto di “sosta”.

A seconda del tipo di musica a cui le persone erano interessate, si fermavano a una scala semplice come la pentatonica maggiore (esempio: DO,RE,MI,SOL,LA) oppure hanno continuato a compilare altre note.

La tradizione da cui deriva la musica occidentale è iniziata col riempire le tappe più ovvie in un’ottava. E se segui questo procedimento è facile finire con sette, ma non di più. L’altezza successiva è chiamata ottava perché è l’ottava nota.

Più di mille anni fa le lettere dell’alfabeto romano furono adottate per riferirsi a queste, e poiché ce n’erano solo sette LA, SI, DO, RE, MI, FA, SOL, oppure, nella notazione internazionale: A, B, C, D, E, F, G, dopodiché si arriva all’ottava, dove si ascolta di nuovo ciò che sembra la stessa cosa.

Quindi, ha senso ripetere le sette note, una scala diatonica: le prime tastiere avevano solo quei tasti bianchi.

I tasti neri sono stati successivamente aggiunti per riempire i semitoni ove possibile, in modo che la stessa melodia potesse essere suonata partendo da note diverse.

La scala diatonica è la scala pitagorica meno popolata per includere ogni intervallo trovato nella scala cromatica.

La scala diatonica è la scala pitagorica meno popolata per includere ogni intervallo trovato nella scala cromatica.

Scala pitagorica

Matematicamente, possiamo modellare qualsiasi tono come un singolo numero, la sua frequenza fondamentale. Un rapporto delle frequenze fondamentali di due toni esprime ciò che i musicisti chiamano intervallo.

Ci sono tre intervalli, la loro consonanza sonoramente ovvia. Inoltre, sono esteticamente (matematicamente) belli e sono chiamati unisono, ottava e quinta, corrispondenti rispettivamente ai rapporti ¹⁄₁, ²⁄₁ e ³⁄₂.

I pitagorici sono stati tra le prime scuole filosofiche della Grecia, dal V al IV secolo a.C., che hanno studiato vari aspetti dell’universo per scoprire come è stato costruito da numeri razionali, preferibilmente quelli più “semplici” che coinvolgono interi dai primi dieci sia al numeratore che al al denominatore.

Una volta persisteva una sgradevole usanza di descrivere i ragazzi come dei mistici numerologi che dimoravano in torri d’avorio e ignoravano la natura.

Partendo da 349,23 Hz (e perché no?) ci imbatteremo in una successione pitagorica Π:
Π = {349,23, 523,85, 392,88, 589,33, 441,99…}

Chiamiamo un elenco ordinato dei primi membri della sequenza pitagorica: scala pitagorica -tonica Πn : Π1 = { 349.23 } Π2 = {349.23, 523.85} Π3 = {349.23, 392.88, 523.85}