Syd Barrett e l’arte

Syd aveva un profondo legame con la natura che non lo ha mai abbandonato. Anche in giro per Londra camminava scalzo

8

Syd aveva un profondo legame con la natura che non lo ha mai abbandonato. Anche in giro per Londra camminando scalzo. Nei momenti di solitudine a Wetherby Mansion, ha ricordato le passeggiate idilliache e il paesaggio della sua infanzia innocente.

La potente connessione di Barrett con la natura lo distingueva dagli altri cresciuti con gli stessi libri. I suoi testi evocano i boschi, le paludi e i fiumi della contea di Cambridge.  Syd ha definito la natura e l’energia come una cosa sola.

Nei testi che Syd Barrett ha scritto per i Pink Floyd e i suoi due album da solista, ha creato un arazzo di immagini, stati d’animo, fragranze e colori che cambiano dalla vivacità e dall’eccentricità infantile della prima psichedelia a quelle più cupe, venate di melodie malinconiche che profumano di fiori appassiti, tramonti dell’ultima estate e quell’atmosfera da after party quando gli ospiti non ci sono più, la musica si ferma e la solitudine rimane In molte delle sue canzoni, le immagini della natura servono a rispecchiare lo stato della sua anima, le sue emozioni e la sua solitudine.

“Scendendo sulla spiaggia per vedere il blu e il grigio
sembra essere tutto ed è roseo: è una bella giornata!”

(zia Gigolo)

“Jiving on down to the beach to see the blue and the gray
Seems to be all and it’s rosy-it’s a beautiful day!”

(Gigolo Aunt)

Syd Barrett era l’individuo fantasioso ed elegante dietro i primi Pink Floyd

Ha anche avuto una breve carriera da solista e ha pubblicato due album nel 1970: “The Madcap Laughs” e “Barrett” che presentano principalmente la sua voce e la sua chitarra malinconiche, che rispecchiano le acque oscure e tristi della sua anima.

Sebbene l’atmosfera dei testi di Syd cambi dai primi, che sono divertenti e stravaganti, e quelli successivi che tendono ad essere più mistici e introspettivi, c’è un tema che indugia nella poesia di Syd: la natura.




Syd Barrett - The other room
Syd Barrett – The other room

Il motivo dietro la frequenza della natura come argomento dei testi di Syd è legato alla sua infanzia. Syd faceva parte della generazione del baby boom ed è cresciuto in un quartiere borghese sicuro e pulito a Cambridge, dove suo padre lavorava come patologo.

A differenza di Morrissey, per esempio, i cui primi ricordi sono legati alle strade oscure e tetre di Manchester e a una casa di mattoni rossi in cui non potrà mai tornare, il palcoscenico dei primi ricordi di Syd è una graziosa casa vittoriana dove la mamma legge favole e le arti erano apprezzate.

Nonostante si trovasse a solo un’ora da Londra, Cambridge era, all’epoca, ancora una pittoresca cittadina dove miti e realtà vivevano in armonia.

Syd Barrett entrò per la prima volta in studio come artista solista il 30 gennaio 1968; appena dieci giorni dopo il suo ultimo spettacolo con i Pink Floyd, per quella che sarebbe stata una sessione infruttuosa.

Syd Barrett - Green and Red Landscapes
Syd Barrett – Green and Red Landscapes

Le sessioni riprese a giugno e luglio hanno prodotto canzoni Late Night, Octopus e Golden Hair; tutti presenti in The Madcap Laughs. Peter Jenner, che aveva lavorato a queste sessioni, affermò che non erano andate bene anche se andava d’accordo con il cantante.

Poco dopo le sessioni di luglio Syd smise improvvisamente di registrare, rompendo con la sua allora fidanzata Lindsey Corner e poi partendo per un giro in Gran Bretagna con la sua Mini per poi finire in cure psichiatriche a Cambridge.

Nel libro “Syd Barrett and Pink Floyd: Dark Globe”, l’autore Julian Palacious descrive l’area come una “terra desolata piena di miti; una terra dove si possono vedere le rovine di monasteri e abbazie che si profilano attraverso la pesante nebbia autunnale, la primavera dei Nove Pozzi associata a druidi e stregoneria, un luogo dove i freddi inverni sbocciano in primavere fredde e umide e i fiori viola riempiono il prato tutto il la strada per le Faggete, luogo di funghi fatati e salici che sfiorano dolcemente la superficie del fiume Cam con i loro lunghi rami gialli; tutto sommato un ambiente ideale per una studentessa psichedelica per esplorare i segreti che la natura custodisce e galleggiare lungo il fiume per sempre come una moderna Ofelia: Syd ha evocato proprio la cosa nella sua canzone “See Emily Play”. Palacios dice inoltre che “Si diceva che le Paludi fossero il ritrovo delle anime perdute,




Nei suoi primi scritti per i Pink Floyd, la natura è l’ambientazione delle fantasie psichedeliche di Syd. In una canzone del loro primo album, “Flaming”, una melodia molto allegra, la natura prende vita e il prato è un grande parco giochi.

Il testo richiama alla mente la stravaganza di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Caroll: “Solo tra le nuvole tutte blu/ Sdraiato su un piumino/ (…) Oziando nella rugiada nebbiosa/ Seduto su un unicorno./ No giusto, non puoi sentirmi / Ma io posso./ Guardare i ranuncoli accarezzare la luce/ Dormire su un dente di leone.

Attraverso le sue percezioni della natura, Syd ci dipinge i paesaggi della sua anima, attraverso i suoni vediamo i suoi colori cangianti dal giallo, verde delicato e rosa, ai grigi, rosa polverosi e blu sbiaditi.

Il primo accenno dell’oscurità a venire può essere rintracciato nel testo di “The Scarecrow” dove uno spaventapasseri solitario in piedi nel mezzo di un campo d’orzo dorato ricorda i tristi paesaggi che Vincent van Gogh aveva dipinto verso la fine della sua vita.

Un’altra canzone, “Octopus” dal suo primo album da solista, mescola l’allegria dei suoi primi giorni con una premonizione della follia che doveva venire: “Non è bello perdersi nel bosco/Non è brutto così tranquillo lì, nel bosco/ significava anche meno per me di quanto pensassi… i mari raggiungeranno e filtreranno sempre/ Così in alto vai, così in basso strisci/ il vento soffia nel caldo tropicale”.

Una volta Syd era in vacanza con la sua famiglia in Galles, era solo un ragazzino, e vagava nella foresta dove si perdeva per ore

E il paesaggio si fa malinconico; i cancelli dell’infanzia sono chiusi, i denti di leone sono appassiti e gli unicorni non si trovano da nessuna parte… il mare oscuro dell’età adulta è triste e muto come la tomba, e la sua riva desolata e poco promettente. Speranze e lamenti perdute per il risveglio improvviso. Non c’è una canzone che dipinga meglio un’immagine della mente di Syd in quel momento di “Wined and Dined” i cui testi e melodia ricordano tempi più felici e lamentano la tristezza che non va via:

“Solo l’estate scorsa, non è passato molto tempo,
proprio l’estate scorsa, ora soffiano i venti muschiati…”

“Only last summer, it’s not so long ago
Just last summer, now musk winds blow…”

Le melodie ei testi degli album solisti di Syd ricordano non le immagini di prati e fiori, ma scene di isolamento; acque torbide, uccelli che volano via, molo rotto, alberi silenziosi e solitari…

Syd Barrett - quadro natura morta
Syd Barrett – quadro natura morta

Syd mostra un’acuta consapevolezza di ciò che accade intorno a lui. Come paroliere, e anche poeta, Syd usava le immagini della natura come simboli per i suoi stati d’animo e modi di esprimere i sentimenti in modo fantasioso e indiretto; dipinge paesaggi con le sue parole che rispecchiano gli stati della sua anima.

Ecco alcuni versi interessanti della sua canzone “Ha preso un lungo sguardo freddo” da “The Madcap Laughs”, l’immagine del molo del broker, il mare mosso e l’acqua che scorre su di lui sono impressionanti:

“un molo rotto sul mare ondoso
lei si chiede perché per tutto quello che vuole vedere…
Ma mi sono alzato e ho fatto un giro e ho
nascosto il pezzo dove gli alberi toccano il suolo…

E guardando in alto nel cielo
respiro mentre l’acqua scorre su di me…”

“a broken pier on the wavy sea
she wonders why for all she wants to see…
But I got up and I stomped around
and hid the piece where the trees touch the ground…

And looking high up into the sky
I breathe as the water streams over me…”

 

Una bella canzone ” Opel ” ha lunghi assoli tristi e un senso di isolamento aleggia in essa, particolarmente ossessionanti sono le ultime righe “Sto cercando di trovarti” cantate con la sua voce lontana e accompagnate dalla sua chitarra:

“Su una riva lontana, a miglia di distanza dalla terra
sorge il totem d’ebano nella sabbia d’ebano
Un sogno in una nebbia grigia…
Su una riva lontana lontana…

Il sassolino che si ergeva da solo
E il legno alla deriva giace mezzo sepolto
Calde acque poco profonde spazzano le conchiglie
Così i cuori di mare brillano…

sto provando
sto cercando di trovarti!
Per trovarti
sto vivendo, sto dando,
Per trovarti, Per trovarti…”

“On a distant shore, miles from land
Stands the ebony totem in ebony sand
A dream in a mist of grey…
On a far distant shore…

The pebble that stood alone
And driftwood lies half buried
Warm shallow waters sweep shells
So the cockles shine…

I’m trying
I’m trying to find you!
To find you
I’m living, I’m giving,
To find you, To find you…”




All’inizio del ’69 Barrett, in qualche modo recuperato, riprese la sua carriera musicale e iniziò a lavorare con un altro ingegnere Malcolm Jones, dopo che sia Jenner che Norman Smith (produttore dei Pink Floyd all’epoca) avevano rifiutato la sua richiesta di lavorare all’album.

Più di quattro sessioni a partire dal 10 aprile 1969. Syd aveva registrato canzoni Opel (una bella ballata nebbiosa che non avrebbe visto la luce del giorno fino al 1988), No good try, No man’s land, Here I go e Love you.

Le sessioni insieme non erano molto produttive perché a quei tempi registrare quattro o cinque canzoni con la sola chitarra in quattro o cinque ore non era considerato molto produttivo. Era qualcosa che gli ingegneri hanno cercato di evitare.