Alimentazione per vivere sani 4/4 – cosa fa l’alcol nel corpo dell’uomo? – Rudolf Steiner

Quando poi l’alcool è rimasto nell’organismo per un certo tempo procura anche un effetto che conoscete molto bene: la sbornia. Proprio dall’insorgere di questo malessere si deduce che l’alcool causa una reazione in tutto l’organismo.

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Quarta Conferenza

cosa fa l’alcol nel corpo dell’uomo?

Rudolf Steiner

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• L’alcol agisce sul sangue e ne accelera la circolazione. Il malessere seguente alla sbornia mostra il ribellarsi di tutto l’organismo

• Alcuni combattono la sbornia riprendendo a bere. Il corpo può sopportare molto, ma solo fino a un certo limite

• Nel delirium tremens l’uomo si sente come perseguitato da topi  Il sangue è fortemente immune contro l’alcol _ i suoi globuli bianchi e rossi si formano nel midollo spinale

• Se la madre beve, il bambino diventa troppo greve, se il padre beve, diventa troppo farfallino

• L’esempio di una fabbrica di zolfanelli: anche piccole quantità di materiali possono rovinare da fuori il corpo

• L’alcol fa fuori più uomini di quanto non faccia l’acqua – e si ereditano corpi sempre più deboli

• Il proibire non serve a nulla – molti si darebbero al consumo di cocaina, il che è ancora peggio. Quel che serve è essere informati sui fenomeni



Dornach, 8 gennaio 1923

Signori, buongiorno!

Qualcuno di voi ha forse qualcosa che gli sta a cuore? Gli operai pongono domande riguardanti gli effetti dell’alcool, i danni che causa, e così via.

Rudolf Steiner:

Intendete dire in che maniera l’alcool sia dannoso per la salute? Con l’alcool è così che i suoi primi effetti si vedono subito chiaramente, per il fatto che nell’uomo esso agisce proprio su quello che abbiamo più volte descritto: sull’intero stato d’animo. L’alcool porta l’uomo anzitutto a una sorta di confusione interiore che agisce tanto fortemente da esporre l’individuo a passioni che altrimenti sono deboli in lui, e che si possono facilmente dominare con la ragione. Quando l’uomo non beve, appare più sano di mente di quando ha bevuto. L’alcool agisce anzitutto nel senso di eccitare il sangue, accelera la circolazione sanguigna. Questa è la prima cosa che stimola la vita delle passioni. Quando beve, l’uomo diventa per esempio più facilmente collerico, mentre altrimenti riesce meglio a tenere a freno la collera. Diciamo allora che il primo effetto dell’alcool è l’azione sulla sua vita razionale e soprattutto sugli stati d’animo.



Quando poi l’alcool è rimasto nell’organismo per un certo tempo procura anche un effetto che conoscete molto bene: la sbornia. Proprio dall’insorgere di questo malessere si deduce che l’alcool causa una reazione in tutto l’organismo. Cosa significa che l’uomo soffre di una sbornia? Non significa altro che, per il fatto di essersi ubriacato, diciamo alla sera, e che la sbornia si sente al mattino seguente, il sangue è stato messo particolarmente in moto, ha consumato molte energie, le ha spese per accelerare i movimenti interni del corpo, quei movimenti che normalmente sarebbero stati eseguiti molto più lentamente. Osserviamo bene questo fatto: supponiamo che il corpo voglia svolgere una certa attività in ventiquattro ore. Se un tale beve la sua bella dose di alcool, quella stessa attività verrà forse svolta già in dodici se non addirittura in sei ore. Così facendo, il corpo si priva di attività interiore. Perciò, per le persone abituate a prendere ogni tanto una bella ciucca, è un’azione istintiva quella di mangiare abbondantemente dopo il bere, prima che sopraggiunga il malessere della sbornia. Perché lo fanno? È perché mangiando abbondantemente dopo la bevuta o evitano completamente il malessere, che non sopraggiunge, oppure esso sopraggiunge, ma più blando, così che il giorno seguente possono tornare al lavoro. Cosa accade quando, dopo una bella sbornia, uno mangia per esempio una gran salsiccia arrostita? Costui rimette in attività il suo corpo e compensa quello che è stato consumato a causa dell’attività troppo veloce causata dall’alcool. Ma se non lo fa, se non è un bevitore esperto – questo lo fanno i bevitori esperti –, se dimentica cioè di mangiare la salsiccia, è colto dalla sbornia, per il fatto che il suo corpo in questo caso non può esercitare al suo interno un’attività sufficientemente forte. Ma se questa attività non viene esercitata nel modo giusto, si depositano ovunque prodotti di scarto, in particolare acido urico. Questi sedimenti vanno a finire specialmente nella testa, perché è la parte più difficile da tenere in sesto.




E così un uomo che per aver assunto alcool ha sprecato durante la notte la sua attività fisica, la sua attività fisica interna, il mattino dopo andrà in giro con una testa che difatti è nello stato in cui si trova di solito l’intestino: vi sono depositati degli scarti. Questo ci indica che il corpo si ribella, se con il consumo di alcool gli viene imposta un’eccessiva attività al suo interno. Non intendo con questo riferirmi solo all’alcool, per tante cose vale il fatto che l’uomo, come vi ho già esposto una volta, può in realtà sopportare molto più di quanto solitamente si presupponga. Può compensare attraverso lunghi periodi. Alcune persone ricorrono a un antidoto contro la sbornia quanto mai illusorio e sospetto. Quando il mattino dopo si alzano con questo enorme malessere oppure quando rientrano a casa la sera – cosa fanno? Lo avete forse già visto: il mattino seguente vanno avanti a bere, fanno della bevuta mattutina una cura speciale, e si rimettono a bere! E cosa succede col continuare a bere? Di notte è stata sottratta attività all’organismo, per il fatto che il sangue è stato particolarmente eccitato. Di quest’attività se ne sente al mattino la mancanza. L’organismo viene nuovamente eccitato dal rinnovato consumo di alcool, così da esaurire gli ultimi resti di attività che potrebbe ancora avere. Siccome questi ultimi resti di attività interna eliminano gli scarti principali, la sbornia sparisce in qualche modo dalla testa, ma rimane nel resto del corpo. Solo che le persone si accorgono di meno della “sbornia” che si piglia il resto del corpo. Così che il rinnovato consumo di alcool al mattino seguente porta a far sì che il malessere passi inosservato nel resto dell’organismo. E quando questo avviene, per il corpo inizia la vera rovina.

La sorte peggiore l’hanno quei bevitori che cacciano la sbornia continuando a bere. Quando ciò si ripete sempre di nuovo, tutto l’organismo a poco a poco va in rovina. Ma proprio perché l’uomo può sopportare molto è quasi impossibile rovinare il corpo troppo alla svelta. Perciò la prima cosa che accade a un incallito bevitore è che lo prenda una sorta di delirio, il cosiddetto delirium tremens. Con ciò non si ha ancora la distruzione. Quando sopravviene questo “delirium tremens”, come lo chiama la scienza, si vede invece che l’organismo sa ancora opporsi alla completa rovina.



Quando compare il delirium tremens l’individuo è colto da una sorta di mania persecutoria. Vede pullulare ovunque intorno a sé forme di piccoli animaletti, topi e via dicendo. È colto da una specie di mania di persecuzione. Il delirium tremens è connesso al fatto che gli uomini si sentono ovunque perseguitati da animaletti, in particolare da topi. Si tratta di qualcosa entrato addirittura nella storia: nel medioevo c’erano delle torri dei topi. Le si chiamava così perché chi vi veniva rinchiuso era affetto dal delirium tremens, era tormentato da visioni di topi –, anche se qualche topo vero ci sarà pur stato. Il recluso vedeva intorno a sé migliaia e migliaia di topi inesistenti.



Vediamo che quando l’uomo si rovina con l’alcool, quel che esso opera coinvolge pesantemente tutto l’organismo. E quest’ultimo si ribella più a lungo che può alla situazione provocata dall’alcool. La cosa interessante è che quando nelle persone si muove la coscienza – supponiamo che abbiano bevuto per un certo tempo, abbiano continuato a bere la mattina dopo, e poi la coscienza abbia fatto sorgere dei rimorsi e abbiano smesso di bere con quel poco di energia che li fa smettere –, cosa succede? Se prima non avevano il delirium tremens, ne vengono colti ora. Questa è la cosa più interessante: che talvolta chi ha bevuto per tanto tempo è colto da delirium tremens proprio quando smette di bere. Questo è uno dei segni più chiari del fatto che nell’uomo bisogna considerare la testa come qualcosa che si comporta diversamente rispetto al resto del corpo –, ve l’ho già esposto nelle ultime conferenze in riferimento a diverse cose. Finché l’uomo ha l’alcolismo solo nella testa, se la passa ancora discretamente, in quanto la cosa non è ancora entrata nel resto del corpo. Ma quando ce l’ha in tutto il corpo, e poi smette di bere, questo restante corpo si ribella fortemente verso l’alto, colpendo la testa. E proprio per il fatto di avere smesso di bere, l’individuo viene colto da delirium tremens. Quando non viene più eccitato il resto del corpo, lo coglie il delirium tremens. Si può ora dire: nel sangue dell’uomo si trova il corrispondente fisico dei principali fatti dell’anima. Forse sapete che alcuni soffrono di mania persecutoria perché vedono ogni sorta di figure inesistenti. Una volta li si salassava ed era una cura molto sana. Non si deve credere che un tempo fossero tutti superstiziosi, come si ritiene oggi. Il salasso non è un prodotto di superstizione. A quei tempi si salassava, in particolare si applicavano in qualche punto del corpo delle sanguisughe che spillavano il sangue. Allora il sangue era meno virulento. Non proprio negli alcolizzati, ma in altri accessi di follia, il sangue si eccitava di meno e costoro dopo il salasso stavano meglio. Vi ho già detto di quel che è particolarmente imparentato coi fenomeni della coscienza, e cioè il sistema nervoso. È molto importante per l’uso della ragione, mentre lo è molto meno per la volontà dell’uomo: per la volontà il sistema nervoso è molto meno importante del sangue. Sapendo quanto fortemente l’alcool attacchi il sangue, se ne ricava che, poiché il corpo si ribella fortemente a quel che fa l’alcool, il sangue ne resta per un certo tempo protetto. Il sangue è davvero molto protetto contro le conseguenze dell’alcool, contro gli attacchi che l’alcool fa all’uomo.



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Ora dobbiamo chiederci: che cosa rende il sangue così straordinariamente protetto dagli attacchi? Ciò dipende dall’altra domanda: dove si formano gli ingredienti principali del sangue? Ricordatevi che dicevamo: il sangue consiste di globuli rossi che contengono ferro e nuotano nel cosiddetto siero sanguigno. Consiste inoltre di globuli bianchi. Vi ho già detto quali sono le componenti principali del sangue: i globuli rossi e quelli bianchi. Non prendiamo ora in considerazione quei globuli legati all’attività della milza, che nelle nostre analisi condotte a Stoccarda abbiamo chiamato regolatori. Nel sangue si trovano veramente molti tipi di globuli. A noi interessano ora solo i globuli rossi e quelli bianchi, e ci chiediamo: dove si formano difatti questi globuli nell’organismo? Vedete, essi si formano in un punto assai particolare. Se pensate a un femore, che va dal bacino al ginocchio, o a un qualsiasi osso, un osso del braccio, a qualche osso cavo, troverete ovunque in esso il cosiddetto midollo osseo. Dentro le ossa c’è il midollo, il midollo osseo.

Ebbene, signori miei, nel midollo osseo si formano i globuli rossi e quelli bianchi, e da lì si dirigono verso le vene. Il corpo umano è fatto in modo che il suo sangue si produce nelle intime cavità delle sue ossa, il sangue che è in realtà la cosa più importante che c’è in lui. Stando così le cose, possiamo dire: per come è prodotto, il sangue è davvero fortemente protetto dalla rovina.



Infatti, in tal modo, l’alcool deve essere consumato davvero per molto tempo, e in misura eccessiva, se deve rovinare anche le ossa al punto da penetrare fino al loro interno, fino al midollo, e distruggerle, distruggere il midollo così che non vengano più prodotti i globuli rossi e quelli bianchi. Però quando questo avviene inizia la vera rovina per i consumatori di alcool: quando sono arrivati al punto in cui l’alcool ha agito fin nel midollo delle ossa.

Gli esseri umani sono sicuramente molto simili per quanto riguarda la ragione, le esperienze interiori, ma in relazione al sangue la differenza tra maschio e femmina, uomo e donna, è molto maggiore. Si tratta di una diversità inconsapevole, che tuttavia si manifesta in modo molto chiaro. Quel che si produce all’interno della cavità ossea, cioè i globuli rossi e quelli bianchi, agisce sull’essere umano in modo che i globuli rossi sono più importanti per la donna, quelli bianchi per l’uomo.

Ciò è molto importante:

• i globuli rossi sono più importanti nella donna,

• i globuli bianchi sono più importanti nell’uomo.

Per questo, come sapete, la donna ha ogni quattro settimane il suo ciclo mestruale, che consiste sostanzialmente in un’attività con cui l’organismo elimina qualcosa, elimina cioè i globuli rossi che vanno estromessi. L’uomo non ha il ciclo mestruale né si può dire che il seme maschile palesi una qualche origine dal sangue rosso. Esso deriva dai globuli bianchi che si modificano in molti modi, e alla fine diventano quel che nel seme maschile è la cosa più importante. In fatto di riproduzione umana, dobbiamo risalire fino al ben protetto midollo osseo se vogliamo analizzare come si può influenzare fisicamente la capacità riproduttiva umana. La capacità riproduttiva può essere influenzata fisicamente proprio attraverso il midollo osseo, nel centro delle ossa. È ovvio che i globuli rossi e bianchi che sono prodotti all’interno delle ossa, arrivano poi al sangue. Quando la donna beve alcool, ne vengono naturalmente influenzati in particolare i globuli rossi. Questi contengono ferro, hanno perciò una certa pesantezza, portano in sé la gravità della terra. Se dunque la donna beve, ciò causa in lei troppa pesantezza. E la conseguenza è che il bambino in formazione diventa anche lui troppo pesante, non può formare bene i suoi organi interni. Il bambino viene formato internamente, e i suoi organi interni non sono a posto. L’alcool nella donna estende il suo influsso nocivo agli organi interni del bambino.



Nel maschio l’alcool influenza soprattutto i globuli bianchi. E se avviene una fecondazione sotto l’effetto dell’alcool – o se il padre è in generale rovinato dall’alcool –, allora il seme si rovina, diventa esagitato. La fecondazione avviene in questo modo: dall’organismo materno si separa questo piccolo uovo. Solo al microscopio si può vedere la condizione nella quale si trova quando avviene la fecondazione. Dunque, l’uovo si distacca. Il maschio secerne una gran quantità di spermatozoi. Tutti sono provvisti di una minuscola codina. Nel liquido seminale ci sono innumerevoli spermatozoi. E quella piccola coda è come una sottile frusta vibrante che rende questi spermatozoi incredibilmente irrequieti, e fa far loro movimenti quanto mai complicati. Uno di questi spermatozoi arriva per primo all’uovo femminile. Il primo che lo raggiunge viene accolto dentro l’uovo. È molto più piccolo dell’uovo femminile: sebbene anch’esso possa essere visto unicamente al microscopio, lo spermatozoo maschile è molto più piccolo. Esso viene accolto dentro. Nel momento in cui uno spermatozoo è stato accolto nell’uovo, si forma subito intorno all’uovo una membrana contro la quale urtano tutti quelli che arrivano dopo. Uno solo può entrare, perché non appena è entrato, attorno all’uovo si forma una membrana, e gli altri devono ritrarsi. Il tutto è congegnato in modo straordinario. Questi piccoli spermatozoi sono incredibilmente irrequieti, e l’alcool li rende ancor più indiavolati. La fecondazione avviene allora per effetto di un seme maschile incredibilmente motile. Se il padre beve, la conseguenza è che la fecondazione agisce in particolare sul sistema dei nervi e dei sensi dell’essere umano. Così



• se la donna beve, la troppa pesantezza rovina gli organi interni;

• se l’uomo beve, la troppa leggerezza rovina il sistema nervoso del bambino.

Viene rovinata così tutta l’attività che deve svolgersi nel modo giusto proprio nel bambino in sviluppo. Si può dunque dire : se la donna beve, si rovina ciò che nell’essere umano è terreno; se l’uomo beve, si rovina ciò che è mobile, aereo, ciò che sta attorno alla terra e che l’essere umano porta anche in sé. Quindi, se entrambi bevono, l’embrione è rovinato da entrambe le parti. Naturalmente, in questo caso si tratta di una fecondazione per niente regolare, vale a dire: la fecondazione avviene, ma non è possibile una crescita regolare dell’embrione. Infatti, da un lato l’uovo vuol far valere la sua pesantezza, e dall’altra tutto, all’interno, si trova in un movimento troppo irrequieto – e una cosa contrasta l’altra. Quando sia l’uomo che la donna bevono, nella fecondazione l’elemento maschile contraddice quello femminile. Chi si rende conto del fenomeno nel suo insieme ha anche chiaro che nell’embrione frutto di bevitori abituali subentrano fattori particolarmente dannosi. Ma la gente non ci crede, per il fatto che gli effetti del bere in uomini e donne sono relativamente poco visibili. E questo proprio perché il sangue è protetto al punto da essere prodotto nel midollo spinale, cosicché gli uomini devono fare ben tanto per influenzare fortemente la prole. Gli effetti deboli le persone, oggi, non li vogliono vedere. Se nasce un bambino idrocefalo solitamente non si indaga se la fecondazione è avvenuta proprio nella notte seguente una cena in cui la madre ha bevuto vino rosso: eppure se si indagasse lo si riscontrerebbe – perché in quel caso la pesantezza diventa eccessiva, e il bambino nasce idrocefalo. Se invece il bambino nasce con un tic al muscolo facciale, neppure in quel caso si analizza di solito se il padre aveva bevuto troppo la sera precedente il concepimento. Alle cose piccole non si dà importanza più di tanto. Per questo la gente crede che il bere non abbia effetti sulla prole. Ma questi ci sono sempre, e veramente dannosi avvengono nel caso dei bevitori abituali. E qui vi è ancora qualcosa di sorprendente, di molto strano. Quando si dà il caso che il padre beve, si può scoprire che i figli sono deboli in qualche punto del loro sistema nervoso, e hanno, per esempio, una predisposizione alla tubercolosi polmonare. Quel che viene trasmesso ai bambini per ereditarietà non deve essere necessariamente in relazione al consumo di alcool del padre. Non necessariamente nascono predisposti alla confusione mentale, può essere la tubercolosi, o disturbi digestivi e simili.



Questa è dunque la cosa più micidiale: quel che l’alcool rovina viene trasmesso a organi completamente diversi.

In queste cose bisogna dunque sempre tenere conto dei grandi effetti che piccole quantità di sostanze hanno sullo sviluppo dell’uomo. Soprattutto va considerato il modo in cui le sostanze arrivano all’uomo. Pensate per esempio a questo fatto: abbiamo nelle nostre ossa una discreta quantità di fosfato di calcio. Anche nel nostro cervello abbiamo fosforo, e da incontri precedenti sapete quanto sia utile il fosforo, poiché senza di esso non si potrebbe affatto usare il cervello per pensare. Dunque abbiamo del fosforo in noi. Una volta vi ho anche detto che il fosforo è utile se assunto nella giusta quantità tramite gli alimenti e digerito coi ritmi propri dell’uomo. Se si immette nello stomaco una certa quantità di fosforo in modo troppo rapido, allora non è utile, ma dannoso. Ma va considerato anche qualcos’altro. Sapete che una volta si facevano fiammiferi al fosforo, gli zolfanelli. Ora sono diventati più rari, ma una volta se ne poteva seguire la fabbricazione, come ho fatto io. Vicino a casa nostra si trovava una fabbrica di fiammiferi. Da ragazzo, quando avevo tredici, quattordici, quindici anni, dovevo camminare un’ora ogni giorno per andare a scuola, e a metà strada si trovava questa fabbrica di fiammiferi, vi lavoravano operai che producevano fiammiferi al fosforo. Ebbene, si vedeva che un certo numero di questi operai – erano gli anni settanta del secolo scorso – avevano le mascelle rovinate, consumate. Si corrodevano loro le mascelle e a partire dalle mascelle si rovinava tutto il corpo. Nella mascella superiore e in quella inferiore, ma soprattutto in quella superiore, le ossa iniziavano a corrodersi. Chi sa quali effetti dannosi il fosforo può avere sull’uomo e ha visto una volta una tale fabbrica di fiammiferi, sa che questa è la cosa più micidiale che ci sia. In quel che fa parte della “civiltà” umana è sempre necessario indicare anche i numerosi danni che l’uomo può allo stesso tempo riceverne. Un certo numero di quei lavoratori entrava sempre nella fabbrica con la mandibola bendata. La cosa iniziava così. Poi si estendeva alla mascella superiore. Naturalmente vi era già dentro del fosforo, ma di che tipo di fosforo si trattava? Il fosforo che entra nello stomaco con gli alimenti e che poi dall’interno percorre tutta la strada verso le mascelle non è dannoso, se non si esagera. Al contrario, i fiammiferi vengono fabbricati dapprima in forma di lunghe stanghette, che una macchina taglia poi in bastoncini più corti. Poi vengono stesi in telai, dai quali sporge un pezzettino, e immersi prima in un bagno di zolfo, poi in un bagno di fosforo. Il telaio era tenuto in mano dall’operaio, e dal telaio uscivano sempre degli schizzi. Pensate ora a quante volte in un giorno quei poveretti si strofinassero in qualche modo il viso durante il lavoro, non potendo sempre lavarselo. Venivano a contatto con quantità di fosforo, che, per quanto minime, pure li toccavano – ora non dall’interno all’esterno, ma dall’esterno verso l’interno. E questo è il mistero della natura umana: quel che spesso può essere estremamente utile se l’uomo lo assume da dentro e poi lo elabora col suo organismo, può essere il peggior veleno se invade il corpo da fuori. L’organismo umano è organizzato così saggiamente all’interno da riespellere con l’urina o le feci il fosforo in eccesso. Fa arrivare alle ossa solo la piccola quantità necessaria e scarta quel che è in più. Ma il corpo non ha alcun motivo di riespellere quel che viene da fuori. Certo, si può ricorrere a dei rimedi. Si poteva certamente compiere un’opera buona – ma pensate quanto poco ancora si pensasse all’uomo negli anni settanta –, si poteva per esempio rimediare con un bagno caldo per ogni operaio prima di tornare a casa. Con una misura del genere si sarebbe potuto ottenere moltissimo, ma a cose del genere non si pensa nemmeno. Volevo con questo semplicemente mostrarvi come è regolato l’organismo – è regolato in modo che per mezzo di minimi danni dall’esterno, provocati dalle stesse sostanze che normalmente gli servono per la sua costruzione, può sopravvenire qualcosa che conduce alla rovina totale della salute, dell’intera organizzazione dell’uomo. Il corpo può sopportare molto, ma a partire da un certo momento cede. E quando si beve alcool, l’organismo cede nel momento in cui l’alcool in qualche modo impedisce alle funzioni vitali, alle funzioni vitali invisibili, di svolgersi nel modo giusto. È noto che se si espone l’uomo a un’intossicazione causata dal fosforo, viene rovinata la funzione vitale che normalmente presiede all’elaborazione del fosforo. Essa viene distrutta dall’esterno. Nel caso dell’alcool la cosa non è molto diversa. Se l’uomo beve in continuazione troppo alcool, tanto da rendere il consumo di alcool non solo, come si dice, acuto, ma cronico, si arriva al punto che l’alcool agisce in lui come alcool. Ma in che modo agisce come alcool? Vorrei ricordarvi che vi dissi una volta: l’uomo produce da sé le quantità di alcool che gli servono. Vi dissi: nelle sostanze che si trovano nell’intestino i cibi abituali producono sempre una certa quantità di alcool, poiché l’uomo ne ha bisogno. A cosa gli serve? Dovete solo ricordarvi di quando siete stati in qualche gabinetto anatomico e avete visto i preparati immersi nell’alcool per evitarne la putrefazione.




L’alcool impedisce la putrefazione dei corpi viventi. Anche l’alcool che si produce nel corpo dell’uomo fa lo stesso nell’organismo umano: impedisce che marciscano determinate sostanze che servono all’uomo. L’organizzazione interna dell’uomo gli prescrive quanto alcool deve avere. Questo perché ha in sé delle sostanze che altrimenti marcirebbero, ma ci devono stare nell’organismo, e vanno quindi conservate. Ma pensate ora a uno che beve troppo alcool. In quel caso, ciò che in realtà deve venire espulso si conserva troppo a lungo, viene trattenuto troppo a lungo nel corpo. Se l’uomo lascia continuamente in balìa dell’alcool il sangue che circola nel corpo, questo sangue si conserva eccessivamente entro il corpo. E cosa ne consegue? Ne consegue che il sangue ostruisce i canali ossei, in quanto agisce in senso opposto. Non viene più riportato fuori abbastanza velocemente attraverso gli orifizi e così via. Rimane troppo a lungo nel corpo. Il midollo nella cavità ossea non può formare a sufficienza sangue nuovo, e quindi si indebolisce. Nel cosiddetto bevitore cronico il midollo osseo col tempo si indebolisce. Nella donna non produce più la quantità giusta di globuli rossi, nell’uomo quella giusta di globuli bianchi. In occasioni come queste mi viene sempre da dire: è molto bello quando gli uomini inventano delle riforme sociali, quando per esempio proibiscono l’alcool e cose simili. Non c’è dubbio, è molto bello. Ma voglio dire: perfino uno scienziato come il Professor Benedikt, del quale una volta vi raccontai che collezionava i teschi dei delinquenti, e che i criminali ungheresi non volevano si trasportassero a Vienna i loro teschi perché nel Giorno del Giudizio non si sarebbero riuniti alle restanti ossa –, quest’uomo ha detto in fondo giustamente: «Si parla tanto dei danni dell’alcool. Ma molta più gente è morta a causa dell’acqua, che non a causa dell’alcool»! Anche questo è teoricamente vero, in quanto l’acqua contaminata ha effetti molto più visibili. Trattando la cosa statisticamente, si può dire che è morta molta più gente a causa dell’acqua che non a causa dell’alcool. Ma c’è un’altra osservazione da aggiungere: con l’alcool avviene quel che è accaduto nella storia del Signor Ottimista –, non so se la conoscete.

È la storia di un povero diavolo che può comprarsi solo un uovo. Però ha una grande fantasia riguardo a quest’uovo, e si immagina che se l’uovo non si fosse trovato nella bottega, ma fosse stato covato a dovere, ne sarebbe uscita una gallina. «Se dunque mangio quest’uovo, mangio in realtà tutta una gallina». Nella sua fantasia ora si immagina: «Sono un riccone io, uno che può mangiarsi il suo pollo»! Ma la sua fantasia non si ferma lì, e lui va avanti a pensare: «Sì, ma la gallina che mangio ora avrebbe potuto deporre a sua volta tante uova, dalle quali sarebbero nati altrettante galline. E tutte queste galline io me le mangio con quest’uovo»! Calcolò quanti milioni e milioni di galline sarebbero state, e si disse: «Più scialacquare di così»! La stessa storia vale per l’alcool – solo che in questo caso non si scherza, ma si fa sul serio. Certo, statisticamente si può dire che prendendo il periodo dal 1870 al 1880 ed esaminando quante persone sono morte a causa dell’alcool e quante a causa dell’acqua, prevale la quantità di persone morte a causa dell’acqua. A quel tempo la gente moriva di tifo molto più di oggi. E il tifo è spesso in rapporto con l’acqua inquinata. Certo, signori miei, si può facilmente calcolare che si muore molto più per acqua che per alcool.

Ma la cosa va vista anche da un altro lato. Si deve sapere che l’alcool entra a poco a poco fin nel midollo, e che rovina progressivamente il sangue. Per il fatto che in tal modo rovina i discendenti, tutta la famiglia discendente ne è rovinata. Se un bevitore ha, diciamo, tre figli, all’inizio questi tre figli sono rovinati solo un po’. Ma chi nasce da questi tre sarà rovinato parecchio. Così l’alcool distrugge gli esseri umani nel corso di periodi lunghi. E molto di quel che oggi è presente come debolezza nell’umanità deriva dal fatto che gli antenati hanno bevuto troppo. Bisogna allora considerare la cosa in questo modo: ci sono un uomo e una donna. L’uomo beve. Questo causa che la prole diventi debole nel suo organismo. Pensate ora cosa significa questo un secolo dopo, o addirittura diversi secoli più tardi! Allora non serve prendere semplicemente il periodo, diciamo, dal 1870 al 1880 e dire: sono morte molte più persone a causa dell’acqua che non per l’alcool. Bisogna prendere in considerazione lunghi periodi di tempo. E questo la gente, oggi, non lo fa volentieri –, o lo fa al massimo per divertimento, come l’autore della storiella del Signor Ottimista, il quale deve ovviamente considerare lunghi periodi di tempo, se vuole gozzovigliare col suo ovetto.



Per riflettere su queste cose in senso sociale, bisogna avere dei pensieri che vedono oltre l’immediato.

Il mio sincero parere è che si può, perché no, proibire l’alcool. Ma poi accadono fenomeni curiosi. Sappiamo che oggi in molte parti della Terra si è giunti a limitare, o a proibire del tutto, la vendita di alcool. Ma vi faccio notare il male che negli ultimi tempi è apparso in Europa: e cioè il consumo di cocaina, che stordisce non meno del vino. L’alcool è ancora oro rispetto agli effetti del consumo di cocaina, specialmente per quanto riguarda la distruzione delle forze riproduttive. Forse qualcuno non ritiene irresponsabile il consumo di cocaina, ma già dai sintomi esterni si può constatare quanto sia peggiore rispetto a quello di alcool. Se un consumatore di alcool è colto da delirium tremens, questo si manifesta come una specie di mania di persecuzione. Il poveretto vede ovunque topi che lo inseguono. Ma se uno consuma cocaina vedrà uscire da tutto il suo corpo terrificanti serpenti! Un consumatore di cocaina ha un iniziale stordimento, dapprima piacevole, come una specie di voluttà. Se poi passa un certo tempo senza cocaina, da tutto suo il corpo vede uscire dei serpenti.

Allora si precipita a consumare nuovamente cocaina, così da placare per un poco questi serpenti. Poiché il terrore che costui ha dei serpenti è molto maggiore del terrore dei topi che ha l’alcolizzato nel delirium tremens. Si può ben proibire ogni sorta di cose, ma gli uomini ne scoprono altre, che solitamente non sono più sensate, ma molto peggiori.

Quindi credo che sia molto più efficace far chiarezza sulle cose, istruirsi sugli effetti dell’alcool, così come abbiamo fatto oggi –, un tipo di informazione, di conoscenza che progressivamente porti l’uomo a rinunciare da sé all’alcool. Non è un ostacolo alla libertà umana questa chiarezza che contribuisce a far sì che l’uomo dica a se stesso: «Ma è una cosa terribile! Mi rovino fin dentro le ossa»! Questa consapevolezza agisce sul sentimento, mentre le leggi operano solo sull’intelletto. Le giuste verità, le giuste conoscenze sono quelle che agiscono fin nel sentimento. Per questo sono convinto che si giunge a una efficace riforma sociale – e in altri ambiti è in fondo esattamente lo stesso –, solo se si provvede a una vera opera di informazione su larga scala. Ma una vera opera di informazione si produce solo se ci sono conoscenze reali con cui far chiarezza! Vedete, se oggi andate a una conferenza sui danni dell’alcool, non vi diranno le cose che ci siamo detti qui, anche se non sono per niente complicate, dato che la gente i fatti li conosce. Il problema è che mancano i pensieri giusti riguardo a questi fatti. I fatti si conoscono bene. Uscendo da una conferenza tenuta da qualcuno degli scienziati dozzinali di oggi, la maggior parte delle volte le persone non sanno bene che cosa ne hanno ricavato. E se sono di animo buono dicono: «Beh, non siamo all’altezza. Quello scienziato sa tutto, noi uomini comuni non si può mica capire tutto»! Ma il motivo vero è che lo scienziato stesso non le capisce le cose! Se si ha una scienza che va in fondo alle cose, allora ci si può far capire anche dalle persone più semplici. Se oggi la scienza è così poco efficace, ciò avviene proprio perché si è formata ignorando la vera natura dell’uomo. Si diventa prima liberi docenti, poi professori straordinari, poi professori ordinari. Già ai miei tempi gli studenti dicevano: «Un professore ordinario non sa niente di straordinario, e un professore straordinario non sa niente di ordinario». Gli studenti hanno buon fiuto, signori miei! E la commedia continua indisturbata. Nelle riforme sociali la scienza non ha nulla da dire, mentre potrebbe intervenire nel modo più incisivo. Chi prende sul serio la vita sociale deve sempre dirsi: le leggi di paglia, pardon, le leggi di carta sono molto meno importanti – naturalmente servono anche loro –, ma sono molto meno importanti di una presa di coscienza che va a fondo. C’è bisogno di questa coscientizzazione, solo così potremo far progressi. Proprio quello che c’è da imparare riguardo all’alcool si può render comprensibile a tutti.



E si arriva a quello che dico sempre. La gente chiede: «È meglio bere o non bere alcool? È meglio essere vegetariani o mangiare carne»? Non dico mai a una persona se deve astenersi dal consumare alcool o se deve bere, se deve mangiare vegetali o se deve mangiare carne, io le dico invece: «L’alcool agisce così e così». Espongo semplicemente quello che fa l’alcool. Poi lei può decidere di bere oppure no. E così faccio riguardo al cibo vegetariano o a base di carne. Io dico: «La carne agisce così, i vegetali agiscono così». E la conseguenza è che l’uomo deve decidere lui stesso. Nella scienza è questa la cosa più importante: il rispetto della libertà umana. Allora non si ha l’intento di permettere o vietare qualcosa a una persona, ma le si dicono i fatti. Quel che vorrà fare dopo aver saputo come agisce l’alcool, sarà una faccenda sua. Scoprirà da sola che cosa è giusto fare. Questo è il massimo che possiamo ottenere dall’altro. Otteniamo che uomini liberi possano stabilire da sé la propria direzione. A questo dobbiamo mirare. Solo allora arriveremo alle giuste riforme sociali. Se mercoledì sarò ancora qui, potremo avere la prossima conferenza.

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Alimentazione per vivere sani 4/4 - cosa fa l’alcol nel corpo dell’uomo? - Rudolf Steiner